Livelli bassi di piombo nella prima infanzia e rendimento scolastico nell’infanzia e nell’adolescenza

L’esposizione dei bambini al piombo è da tempo riconosciuta come dannosa per la salute e lo sviluppo neurologico. L’esposizione al piombo è stata associata a effetti negativi a lungo termine a livello cognitivo, mentale, fisico e sociale. 765 milioni di punti di QI persi tra bambini di età inferiore ai 5 anni nel 2019 sono stati associati all’esposizione al piombo. 

 Negli ultimi decenni le soglie stabilite dagli enti per la salute pubblica a livello nazionale e internazionale,   pur riconoscendo che non esistono livelli sicuri di piombo, si sono abbassate poiché il livello medio di piombo nel sangue e la percentuale di bambini con livelli elevati nel sangue sono diminuiti costantemente, grazie a una serie di politiche sanitarie e abitative volte a eliminare o ridurre l’esposizione al piombo dalle case, dal cibo in scatola, dall’acqua, dalla benzina e da altre fonti. Infatti negli Stati Uniti il livello medio di piombo nel sangue tra i bambini di età compresa tra 1 e 5 anni è diminuito da 15,2 a 0,83 μg/dL tra il 1976 e il 1989 e tra il 2011 e il 2016, sulla base di campioni del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES).  Ciononostante, il piombo continua a colpire molti bambini e adulti in tutto il mondo. Nel 2015 si stimava che oltre la metà della popolazione statunitense fosse stata esposta a livelli elevati di piombo nella prima infanzia.

Le soglie attuali (e quelle precedenti) servono anche a orientare i processi e le risorse governative e di sanità pubblica per ulteriori interventi. Ad esempio per livelli di piombo superiori o uguali a 3,5 μg/dL, le raccomandazioni includono ulteriori misure di gestione e intervento per la segnalazione del test, la valutazione e l’indagine della storia di esposizione ambientale, i controlli e le valutazioni della dieta, in particolare per la carenza di calcio o ferro, la valutazione dello sviluppo, la valutazione del ricorso a servizi e specialisti aggiuntivi e, al di sopra di determinate soglie (>45 μg/dL), la decontaminazione del tratto gastrointestinale. 

E’ importante quindi, per definire meglio le soglie per la sorveglianza e gli interventi, comprendere come i livelli di piombo nel sangue attualmente considerati bassi influenzino lo sviluppo dei bambini. Studi precedenti avevano cominciato a segnalare alcune evidenze tra test sul piombo e dati sul rendimento scolastico. Questo studio si è svolto in Iowa perchè a partire dal 2008 i bambini erano tenuti a sottoporsi ad almeno 1 test del piombo prima di entrare alla scuola materna, con successivi test di controllo routinari per valori di piombo inferiori a 10 μg/dL.

Questo studio vuole analizzare l’effetto dell’esposizione al piombo a livelli inferiori a 3,5 μg/dL — soglia attualmente utilizzata dal CDC — sul rendimento scolastico dei bambini tra la seconda e l’undicesima classe, comparabili a quelli associati a livelli uguali o superiori a 3,5 μg/dL.

Sono stati esaminati più di 305.000 bambini nati in Iowa dal 1989 al 2010, per un totale di circa 1,78 milioni di osservazioni scolastiche, e i dati sono stati ricavati dai certificati di nascita, da test del piombo nel sangue (0-7 anni), e dai punteggi nei test scolastici (lettura e matematica). L’ analisi statistica ha utilizzato modelli di regressione, controllando molte variabili (socio-demografiche, salute, scuola, etc.

Risultati: Un aumento di 1 μg/dL di piombo nel sangue, anche sotto i 3,5 μg/dL, è associato a un calo dei punteggi scolastici in Matematica: -0,47 punti percentili nazionali (NPR), e nella lettura: -0,38 NPR, che rimangono persistenti dalla seconda all’undicesima classe. Alcuni effetti sono leggermente più forti tra le bambine per valori <3,5 μg/dL. Effetti simili (ma leggermente maggiori) sono osservati anche per livelli ≥3,5 μg/dL, e quindi sono paragonabili gli effetti tralivelli “bassi” e “alti” di piombo.

I punti di forza di questo studio sono l’ampio campione rappresentativo, che includeva il 40% di tutti i nati singoli in Iowa negli anni di studio, e l’analisi dettagliata e controllata per molte variabili, anche se mancano dati su reddito o qualità abitativa.

Cosa possiamo cogliere come conclusioni di questo studio?

L’esposizione dei bambini al piombo è da tempo riconosciuta come dannosa per la salute e lo sviluppo neurologico. Ciò comporta la necessità di rivalutare se non sia il caso di abbassare l’attuale soglia del CDC (≥3,5 μg/dL) come livello che richiede interventi.

Ma è un problema che riguarda anche inostri bambini italiani? Dal Rapporto UNICEF “Toxic Truth” del 2020 alcuni dati riguardanti l’Italia.

Siamo quindi anche in questo caso in presenza di come e quanto sostanze tossiche possano influenzare per molti anni (per tutta la vita???) le potenzialità di sviluppo di ogni singolo bambino, riproponendo alla nostra attenzione che in moltissimi casi, come qui per il piombo, non esistono livelli sicuri. Già dal 2011 Landrigan aveva affermato che nelle prime fasi dello sviluppo non sembrano esserci livelli di esposizione soglia al di sotto dei quali le sostanze chimiche tossiche non esercitano effetti dannosi L’esposizione dei bambini al piombo è da tempo riconosciuta come dannosa per la salute e lo sviluppo neurologico. Ricordiamoci da ultimo che nessun trattamento si è dimostrato efficace nel migliorare gli effetti permanenti sullo sviluppo della tossicità del piombo.

Pier Luigi Tucci

Early-Life Low Lead Levels and Academic Achievement in Childhood and Adolescence

George L. Wehby

doi:10.1001/jamanetworkopen.2025.12796