Ma la pandemia da Covid 19 ha avuto, tra gli altri effetti, anche un cambiamento significativo sul modo di nascere? Questo report della National Vital Statistics degli U.S.A. evidenzia che, a fronte del costante aumento dal 1990 al 2019, con una media di circa il 2% all’anno, delle nascite in casa evidenziate dai certificati di nascita, aumenti drammatici si sono verificati durante i primi 2 anni della pandemia COVID-19. Il tasso di nascite in casa è aumentato del 22%, dall’1,03% all’1,26%, tra il 2019 e il 2020, e di un altro 12%, all’1,41%, nel 2021.

Circa il 2% delle nascite tra le donne bianche avverrà in casa nel 2021, il tasso più alto di qualsiasi gruppo razziale o etnico. Ma sono le donne nere e ispaniche ad aver registrato l’aumento maggiore dei tassi di parto in casa negli ultimi anni. I parti in casa delle donne nere sono aumentati del 36%, passando dallo 0,50% nel 2019 allo 0,68% nel 2020, e del 21%, allo 0,82%, nel 2021. I parti in casa delle donne ispaniche sono aumentati del 30%, passando dallo 0,37% di tutti i parti in questo gruppo nel 2019 allo 0,48% nel 2020, e di un altro 15%, allo 0,55%, nel 2021. In confronto, il tasso di parti in casa delle donne bianche è aumentato del 21% dal 2019 al 2020 e del 10% dal 2020 al 2021.
Significativo anche come tale aumento si sia distribuito a livello mensile. L’aumento maggiore dei parti in casa si è verificato tra gennaio e marzo del 2021 rispetto agli stessi mesi del 2020: il confronto con i tassi di parto in casa relativamente stabili nei mesi di gennaio e febbraio del 2019 e del 2020 potrebbe suggerire effetti legati alla pandemia sulla scelta del luogo del parto da parte delle donne. I maggiori aumenti dei parti in casa tra i primi mesi del 2020 e del 2021 si sono verificati tra le donne di colore, che hanno registrato un aumento dal 51% al 62% dei parti in casa, e tra le donne ispaniche, che hanno registrato un aumento dal 24% al 69% dei parti in casa. Il parto in casa delle donne bianche è aumentato dal 24% al 41% nei primi mesi del 2020 e del 2021.
Tale aumento non è stato omogeneo in tutti gli Stati: la percentuale di parti in casa è aumentata in 30 Stati, variando dall’8% della Florida al 49% della Virginia Occidentale. Gli aumenti in altri 11 Stati non erano significativi. La percentuale di parti in casa è diminuita in 2 Stati, del 17% in Connecticut e del 5% a New York; mentre cali non significativi sono stati registrati in altri 7 Stati e nel Distretto di Columbia (D.C.).
Quali le possibili cause? Come evidenziato in uno studio precedente il timore di essere infettate dalla SARS-CoV-2 o di ricevere cure scadenti negli ospedali sovraffollati potrebbe aver reso le donne riluttanti a partorire in ospedale. Questa analisi statistica non prende in esame se i rischi del parto a casa fossero aumentati durante la pandemia. Uno studio precedente ha evidenziato il merito delle ostetriche statunitensi che anche durante la pandemia sono riuscite ad effettuare gli standard di selezione previsti delle donne ( tra cui il parto in età adolescenziale, il fumo durante la gravidanza, l’obesità,….) verso i luoghi ottimali per un parto sicuro.
Pier Luigi Tucci
Changes in Home Births by Race and Hispanic Origin and State of Residence of Mother: United States, 2019–2020 and 2020–2021
Elizabeth C.W. Gregory, et al.
National Vital Statistics Reports Volume 71, Number 8
https://www.cdc.gov/nchs/products/index.htm

