Sicurezza dei pedoni bambini

L’Accademia Americana di Pediatria ha prodotto una revisione della sua  precedente dichiarazione di politica del 2009 “Sicurezza dei pedoni” accompagnata da una relazione tecnica (https://www.pediatrics.org/cgi/doi/10.1542/peds.2023-062508) che fornisce ulteriori dettagli a sostegno delle raccomandazioni. Infatti il settore della sicurezza dei pedoni è progredita grazie a nuove evidenze relative all’educazione dei pedoni in età pediatrica, ai rischi della deambulazione distratta, ai benefici della progettazione e della programmazione di percorsi sicuri verso la scuola e soprattutto all’emergere della strategia “Vision Zero”, volta a eliminare tutti gli incidenti mortali e le lesioni gravi da traffico, aumentando al contempo la mobilità sicura, sana ed equa per tutti. Questa dichiarazione ha lo scopo di aiutare i pediatri di famiglia a offrire alle famiglie consigli basati sull’evidenza sui benefici del trasporto attivo e sui rischi specifici e le precauzioni di sicurezza da prendere in considerazione per i bambini pedoni di diverse età. La dichiarazione offre inoltre indicazioni per sollecitare e promuovere  politiche di sanità pubblica e di progettazione urbana volte a favorire la mobilità indipendente dei bambini e aumentare la sicurezza dei pedoni in età pediatrica.

“Vision Zero” è una iniziativa incentrata sulla riduzione degli incidenti stradali mortali e delle lesioni gravi, e si basa sulla premessa che gli infortuni da traffico sono un problema di salute pubblica in cui l’errore umano viene presupposto e accettato, e le soluzioni vengono create con questo presupposto alla base. Ciò ha spostato l’attenzione dal comportamento individuale verso un cambiamento a livello di sistema creato tenendo conto dell’errore umano. Dopo l’attuazione delle politiche Vision Zero, ad esempio in Svezia, si è registrata una riduzione del 50% degli incidenti mortali di pedoni.

Lasciando alla vostra lettura tutti i dati che hanno portato alla revisione, e concentrandoci sulle tre raccomandazioni, le prime due – l’attività di advocacy legislativa e comunitaria – hanno la grande possibilità di avere un impatto significativo sulla sicurezza dei pedoni come problema di salute pubblica, riconfermando il ruolo sociale e politico della pediatria, collaborando con i legislatori per a) incoraggiare il sostegno alle politiche per le strade complete e alla strategia Vision Zero, b) sostenere la legislazione per ridurre i limiti di velocità nelle aree urbane, e per consentire l’applicazione dei limiti di velocità con foto nelle aree critiche, comprese le zone scolastiche, c) sviluppare una legislazione che incoraggi o richieda l’adozione di tecnologie di sicurezza, come i sistemi di rilevamento dei pedoni e la frenata automatica nei nuovi veicoli, d) difendere le esigenze specifiche dei bambini pedoni durante lo sviluppo di algoritmi e tecnologie per il controllo dei veicoli autonomi, e) tare pressione per ottenere ambienti pedonali più sicuri e salubri attraverso approcci ingegneristici e progettuali nella comunità locale, f) sostenere, o introdurre e promuovere, gli interventi di Safe Routes to School, g) promuovere un trasporto sicuro e attivo, compresi gli spostamenti a piedi, come alternativa al trasporto motorizzato, per ridurre il traffico veicolare e aumentare la domanda di strutture pedonali, sostenendole in particolare quando le comunità valutano come riutilizzare lo spazio urbano e le corsie stradali che si liberano a causa della riduzione della domanda di parcheggio dovuta alla diffusione dei veicoli autonomi, h) sostenere la ricerca per comprendere meglio e testare gli interventi di educazione pedonale per i bambini e per chi se ne prende cura, i) sostenere lo sviluppo di sistemi di sorveglianza più solidi per raccogliere dati sull’esposizione dei pedoni in età pediatrica e identificare i luoghi ad alto rischio di lesioni pedonali in età pediatrica.

Una forte raccomandazione rivolta ai pediatri è di fornire anche una  guida preventiva individuale alle famiglie. Camminare è la modalità di base della locomozione umana e, per i bambini, la principale fonte di mobilità indipendente. Il trasporto attivo è associato a una serie di benefici per la salute fisica e mentale. Tuttavia, quando i pedoni condividono la carreggiata con il traffico veicolare, corrono un rischio reale di lesioni o di morte. Ecco perché il garantire al bambino la protezione e le cure necessarie al suo benessere  passa attraverso l’offrire alle famiglie le modalità comportamentali ed educative possibili per sviluppare il loro ruolo di educatori consapevoli. Le importanti indicazioni preventive per i bambini e i loro genitori, incentrate sulla sicurezza dei pedoni, individuate dalla Revisione sono le seguenti:

  1. Ricordare ai genitori la complessità dell’ambiente del traffico e la vulnerabilità unica dei bambini pedoni esposti a compiti che superano le loro capacità cognitive, percettive e comportamentali.
  2. Avvisare i genitori dei bambini piccoli che i vialetti e i cortili adiacenti non recintati sono aree di gioco non sicure, perché i bambini piccoli potrebbero non essere visti dai conducenti dei veicoli in retromarcia.
  3. Raccomandare l’accompagnamento da parte di un adulto, con istruzioni attive e continue sulla sicurezza dei pedoni, per la maggior parte dei bambini di età inferiore ai 10 anni, nella maggior parte degli ambienti. A seconda del loro livello di sviluppo, ai bambini più grandi può essere concessa una maggiore indipendenza. Quando viene concessa loro una maggiore indipendenza, questa deve essere garantita su percorsi protetti con attraversamenti segnalati in ambienti a basso traffico.
  4. Incoraggiare i genitori di bambini con mobilità limitata o altre disabilità a investire più tempo per aiutare i figli ad acquisire le abilità pedonali. Ciò potrebbe includere la scelta di percorsi con basse barriere alla mobilità, interventi per aumentare la visibilità dei pedoni, istruzioni sull’uso dei segnali pedonali acustici e abilità con il bastone bianco per i bambini con problemi di vista.
  5. Informare i pazienti di tutte le età sul rischio di camminare distratti, compresi i messaggi di testo, parlare o guardare il cellulare e ascoltare musica.

Pier Luigi Tucci

 

Pediatrics e2023062506.

https://doi.org/10.1542/peds.2023-062506