Dopo il Covid è tornato tutto come prima?

Non tutto è come appare, almeno per quanto riguarda il tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi.

La pandemia COVID-19 ha cambiato la vita quotidiana dei bambini, in particolare il comportamento sedentario e il tempo trascorso davanti agli schermi. Infatti una metanalisi che confronta la durata del tempo trascorso davanti ai dispositivi digitali di un gruppo di bambini canadesi  ha riportato un aumento del tempo trascorso davanti agli schermi da 1,4 ore al giorno prima della pandemia alle 2,7 ore al giorno durante la pandemia. Si è confrontato il tempo di uso dello schermo dei bambini (età scolare) prima della pandemia con il tempo trascorso davanti allo schermo durante le 3 ondate della pandemia e si è valutato se l’aumento del tempo trascorso sullo schermo fosse maggiore rispetto ai cambiamenti attesi in base all’età.

Risulta che la maggior parte dell’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi è concentrato nei giorni feriali, soprattutto all’inizio della pandemia, quando le scuole e le palestre erano chiuse. L’aumento rispetto alle attese in base all’età è stato ancora più marcato rispetto a quello dei fine settimana. Dal momento in cui le scuole sono riprese in presenza, il tempo trascorso davanti agli schermi è diminuito rispetto al periodo della “prima ondata” della pandemia, ma rimane comunque significativamente superiore rispetto ai tempi del periodo prepandemico e alle aspettative legate all’età.                                                                                                                                                   

Queste misurazioni si basano sull’auto-segnalazione e non considerano altri fattori legati all’utilizzo degli schermi, come il tipo di contenuti (ad esempio i giochi violenti), la piattaforma utilizzata e il contesto dell’utilizzo (ad esempio, utilizzo isolato o condiviso con altre persone), fattori tutti da approfondire per valutare il loro impatto sui bambini.

E’ interessante notare come siano discordanti le segnalazioni effettuate dai genitori e dai figli: le madri e i bambini hanno riportato stime di tempo simili quando le scuole erano chiuse, ma sono state osservate differenze nelle stime per i giorni feriali quando le scuole sono state riaperte. Come interpretare tali divergenze? Una possibilità è che le madri abbiano sottostimato il tempo trascorso sullo schermo nei giorni feriali, oppure che le scuole abbiano concesso più tempo sullo schermo quando è ripreso l’apprendimento di persona. Confrontando altri studi sulla salute mentale, nei quali si evidenzia il livello ottimale di informazioni avute direttamente dai bambini, anche in questo caso i bambini potrebbero essere i migliori informatori del tempo trascorso da loro sullo schermo.

Questo studio mette in evidenza quindi l’aumento significativo del tempo trascorso davanti agli schermi dai bambini durante la pandemia e la sua diminuzione, solo in parte, una volta che le scuole sono riprese in presenza.  Non è ancora noto se l’aumento del tempo trascorso davanti allo schermo si sia mantenuto anche quando le restrizioni della pandemia sono cambiate.

Il tempo di utilizzo degli schermi percepito e segnalato dalle madri (coinvolte nello studio) potrebbe anche non coincidere con quello reale. È rassicurante notare come il tempo trascorso davanti agli schermi sia diminuito una volta che le scuole sono state riaperte, ma è comunque più elevato rispetto ai tempi prepandemia. Questo argomento ci coinvolge come pediatri di famiglia e ci stimola ad affrontare con i genitori (e i ragazzi direttamente) il tema di un uso consapevole dei media: i bilanci di salute sono un’ottima occasione per educare sia i bambini che i genitori anche ai fini di un’alleanza preventiva e/o terapeutica.

Flavia Ceschin

 

Changes in Children’s Recreational Screen Time During the COVID-19 Pandemic

André Plamondon, et al.

JAMA Pediatr. Published online April 10, 2023. doi:10.1001/jamapediatrics.2023.0393