Bimbi morti perché dimenticati in auto: possiamo fare qualcosa come pediatri di famiglia?

Il caso della bambina di un anno trovata morta in macchina a Roma, ripropone una situazione tragica che avviene con relativa frequenza non solo in Italia: negli Stati Uniti questo tipo di incidente provoca mediamente 38 morti all’anno, quasi tutti tra la primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno, e nella maggior parte dei casi si tratta di bambini con meno di due anni, dimenticati in macchina da persone sane e “normali” – genitori solitamente attenti e premurosi – vittime di un’occasionale distrazione, che a volte può evidenziare una vera e propria negligenza. Se da alcuni studi il livello di premura abituale del genitore non sembra essere rilevante nel determinare questi effetti, quali altri tra i tanti fattori potrebbero essere cause/concause? Particolari emozioni, lo stress legato a ritmi di lavoro eccessivi, la rigida programmazione quotidiana: fare e rifare sempre le stesse cose, con la stessa modalità, gli stessi tempi associato a preoccupazioni, ansie, paure, problemi di sonno ecc.. può arrivare a confondere tra tempo presente  tempo passato, Da non sottovalutare l’introduzione obbligatoria degli airbag specifici per l’età sistemati nel lato posteriore della macchina, fuori dal campo visivo dei genitori.

Avete sicuramente letto o ascoltato in questi giorni svariati suggerimenti utili ad aiutare le famiglie. Oggi vi propongo un decalogo predisposto dalla psicologa Eleonora Campolmi, dal quale poter trarre quegli stimoli secondo voi più idonei per dare anche noi, come categoria professionale, il nostro contributo. Inoltre alleghiamo il regolamento attuativo dell’articolo 172 del Codice della strada, che definisce i requisiti tecnici del dispositivo di allarme obbligatorio.

 

DECALOGO

  1. Esistono inoltre dei dispositivi obbligatori dal 1 ottobre 2018 che segnalano la presenza del bimbo in auto allo spegnimento del motore
  2. I Pediatri ad ogni visita con bilancio di salute potrebbero chiedere ai genitori se hanno istallato il dispositivo
  3. La prima cosa in assoluto è cercare di ascoltarsi maggiormente, imparare a percepire i segnali di stress e stanchezza.
  4. “Decelerare”! Frenare i propri ritmi! Cosa molto difficile ma fondamentale! Imparare perciò a dire anche “no!” di fronte ad alcune richieste quando sento che sto superando il limite…
  5. Scegliere le proprie priorità! Già inquadrandole verrà più facile decidere quante energie dedicare per una determinata cosa, a seconda del posto che occupa per me.
  6. Saper delegare quando comincio ad essere saturo.
  7. Accettare di non essere onnipotenti bensì di essere umani con determinati limiti.. non possiamo fare tutto in ogni occasione e con le stesse energie.
  8. “Non ho alternative!” “devo farlo per forza!” “ ma se non lo faccio io chi lo fa?” Queste frasi creano autoinganni potenti che non aiutano le persone. Siamo sicuri che abbiamo veramente valutato ogni chance? Siamo sicuri che non possa fare diversamente? Fermiamoci a valutare tutte le opzioni possibili prima di sovraccaricarci ulteriormente.
  9. Imparare a concedersi anche poco tempo ma tutto per sé! Regalarsi anche un’ora a settimana per staccare, per coccolarsi, distrarsi, ricaricarsi. Non significa togliere tempo alla famiglia anzi! Come sappiamo non è importante la quantità ma la qualità! Esserci tutti i giorni ma con umore pessimo e con la testa altrove certamente non è vissuto bene dai nostri figli.
  10. Non barricarsi dietro la rigida quotidianità… quella quotidianità rassicurante ed apparentemente protettiva che al contrario crea la strada assicurata per arrivare a perdere il controllo.

 

L’obbligo di installare a bordo dei veicoli un dispositivo di allarme per prevenire i casi di abbandono in auto di bambini di età inferiore ai 4 anni, è operativo con l’introduzione dalla legge 1 ottobre 2018, n.117.

Il regolamento, adottato con decreto n.122/2019 del ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, il cosiddetto “decreto seggiolino”, individua i requisiti tecnici che il dispositivo antiabbandono deve possedere, prevedendo che possa essere, in alternativa:

– integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini;
– una dotazione di base o un accessorio  del veicolo, compreso nel suo fascicolo di omologazione;
– indipendente sia dal sistema di ritenuta sia dal veicolo.

Il sistema antiabbandono deve attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, emettendo un segnale di allarme percepibile dentro e fuori il veicolo che attiri tempestivamente l’attenzione. La Polizia consiglia, inoltre, di verificare al momento dell’acquisto la conformità del dispositivo ai requisiti tecnici previsti dal regolamento, consultando la documentazione tecnica.

A questo proposito, due allegati al decreto individuano le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali essenziali alle quali devono essere conformi i dispositivi per essere immessi sul mercato (allegato A per i dispositivi del primo e del secondo tipo, allegato B per quelli del terzo tipo). Il tutto nel rispetto della normativa dell’Unione europea che armonizza le condizioni di commercializzazione del dispositivo (normativa di armonizzazione Ue).

 

Giovanni Vitali Rosati