Oltre la “forza di volontà”: il ruolo del pediatra di fronte alla crisi dell’ambiente alimentare

Il 2025 ha segnato un punto di non ritorno storico e allarmante: per la prima volta a livello globale, il tasso di obesità tra i bambini e gli adolescenti in età scolare ha superato quello del sottopeso.

Di fronte a questa epidemia, come pediatri dobbiamo avere il coraggio di scardinare un vecchio paradigma colpevolizzante: l’aumento del sovrappeso infantile non è solo il risultato della mancata forza di volontà dei bambini o della mancata responsabilità genitoriale ma di un ambiente alimentare “tossico”.

I nostri pazienti e le loro famiglie sono immersi in un ecosistema alterato: le narrative fuorvianti dell’industria dei cibi ultra-processati (UPF) e delle bevande zuccherate deviano l’attenzione dalle vere cause. Oggi, i prodotti industriali a basso valore nutrizionale sono:

  • I più economici sul mercato.
  • I più facili da reperire in ogni contesto quotidiano.
  • I più accattivanti, grazie a strategie di marketing e pubblicità aggressive e mirate sui minori.

Il recente rapporto dell’UNICEF, “Feeding Profit: How food environments are failing children”, dimostra chiaramente come il profitto sia stato anteposto al benessere psicofisico delle nuove generazioni. La nutrizione non è più una semplice scelta individuale, ma il prodotto di un condizionamento ambientale.

La risposta globale: Il movimento Fix My Food

Per contrastare questa deriva, non bastano più le sole raccomandazioni cliniche; serve un cambiamento strutturale e politico. UNICEF ha dato vita a Fix My Food, un movimento globale attivo in 18 Paesi che mette i giovani al centro della soluzione.

Attraverso workshop e programmi di mentoring, UNICEF offre ai ragazzi gli strumenti e la fiducia necessari per diventare attivisti della propria salute, ottenendo già risultati straordinari:

  • Consapevolezza critica: I giovani imparano a decodificare le tecniche di marketing che influenzano le loro scelte.
  • Spostamento della responsabilità: Cresce tra i ragazzi la consapevolezza che i Governi debbano intervenire attivamente per normare e migliorare l’ambiente alimentare.
  • Empowerment e passaparola: I ragazzi diventano promotori di salute all’interno delle proprie famiglie e comunità scolastiche.

Cosa possiamo fare noi Pediatri?

Come pediatri italiani, siamo il primo e più autorevole avamposto per la tutela della salute dell’infanzia. Il nostro ruolo deve evolversi:

  1. Riformulare il dialogo in studio: Aiutiamo i genitori a non colpevolizzarsi, spiegando loro le trappole del marketing e degli alimenti ultra-processati.
  2. Supportare le politiche di tutela: Sosteniamo attivamente le iniziative per la regolamentazione della pubblicità di cibo spazzatura rivolta ai minori e per il miglioramento dei menu scolastici.
  3. Ascoltare i giovani: Diamo spazio alla voce dei nostri pazienti adolescenti, incoraggiando la loro partecipazione a movimenti di sensibilizzazione.

Trasformare l’ambiente alimentare affinché la scelta sana diventi la scelta più facile è l’unica vera terapia preventiva che abbiamo a disposizione.

Per ulteriori contenuti visita https://www.unicef.org/reports/feeding-profit