Microbioma intestinale del lattante, allattamento al seno e pressione arteriosa infantile

L’ipertensione in età pediatrica è un problema emergente, con evidenze che dimostrano come livelli pressori elevati nell’infanzia tendano a persistere nell’età adulta, aumentando il rischio cardiovascolare.

L’allattamento al seno e il microbioma intestinale nei primi mesi di vita rappresentano fattori modificabili potenzialmente rilevanti nella programmazione cardiometabolica precoce. In particolare il Bifidobacterium longum subsp. infantis (B. infantis) è dotato di un ampio cluster genico che consente la metabolizzazione degli oligosaccaridi del latte umano (HMO), producendo metaboliti bioattivi potenzialmente coinvolti nella regolazione pressoria.

In mancanza di studi longitudinali umani che valutassero l’interazione specie-specifica tra microbi intestinali e tipo di alimentazione, il ruolo del metaboloma fecale, l’l’associazione prospettica con la pressione arteriosa infantile, questo studio canadese di coorte prospettico  a cercato di valutare se l’allattamento al seno e specifici microbi intestinali (in particolare B. infantis) interagiscano nell’associazione con metaboliti fecali nel primo anno di vita e con la pressione arteriosa sistolica (PAS) a 3 e 5 anni.

Il campione era costituito da 1324 bambini (46% femmine e 74% nati da parto vaginale) con età materna media di 33,3 anni, su di essi sono stati raccolti i dati sul microbioma intestinale: 3 mesi e 1 anno (metagenomica shotgun), sul metaboloma fecale: NMR e LC-MS/MS, e sulla pressione arteriosa sistolica: 3 e 5 anni (percentili standardizzati per età, sesso, altezza)

Quali sono stati i risultati principali?

Il beneficio pressorio dell’allattamento sembra dipendere dalla presenza di specifici batteri in grado di metabolizzare gli HMO. Infatti all’età di 3 mesi (ma non a 1 anno) nei neonati colonizzati da B. infantis, sia in allattamento materno esclusivo sia misto si aveva una riduzione significativa della PAS inferiore di 15/17 percentili, mentre nei neonati non colonizzati non era presente una associazione significativa tra allattamento e PAS. La diversità dei risultati a livello temporale suggerisce una finestra critica precoce di programmazione cardiovascolare.

Molto interessante è risultata la correlazione tra metaboloma fecale e pressione arteriosa: sono stati identificati 20 metaboliti a 3 mesi associati alla PAS e 11 metaboliti a 1 anno associati alla PAS (principalmente con la PAS a 5 anni). I metaboliti positivamente associati a PAS più elevata erano il succinato, la creatinina e diversi lipidi (es. esteri del colesterolo, fosfatidilcoline), mentre alcuni esteri lipidici specifici erano associati a PAS più bassa. Il succinato, metabolita microbico associato a rischio cardiometabolico negli adulti, era correlato a PAS più elevata solo nei bambini non allattati.

Oltre a B. infantis, sono emerse interazioni dipendenti dall’alimentazione anche per Eggerthella lenta e Veillonella dispar, suggerendo che gli effetti cardiovascolari dei microbi intestinali siano modulati dal substrato nutrizionale disponibile.

Come possiamo interpretare biologicamente questi risultati?

Il meccanismo plausibile include la metabolizzazione degli HMO da parte di B. infantis, la produzione di metaboliti bioattivi, la modulazione di pathways lipidici e amminoacidici, la possibile influenza su recettori accoppiati a proteine G e regolazione vascolare. Non essendo stata però dimostrata un’associazione diretta significativa tra acetato e PAS, è probabile che siamo in presenza di un meccanismo multifattoriale.

I punti di forza dello studio sono numerosi, quali l’ampia coorte prospettica, il sequenziamento metagenomico species-level, l’analisi metabolomica multi-piattaforma, le ripetute ismure di PAS e il controllo per numerosi fattori confondenti materni e neonatali

Anche in presenza di alcuni limiti, quali ad esempio il disegno osservazionale (assenza di causalità), la limitata generalizzabilità per essere una coorte con alto livello socioeducativo e la mancanza di dati microbioma/metaboloma in prossimità della misurazione pressoria, questo studio suggerisce che Il beneficio cardiovascolare dell’allattamento potrebbe dipendere dalla presenza di specifici microbi intestinali, e che la sola promozione dell’allattamento potrebbe non essere sufficiente in assenza di colonizzazione adeguata. I risultati rafforzano il concetto di programmazione cardiometabolica microbica precoce e aprono la strada a interventi nutrizionali personalizzati nei primi mesi di vita per la prevenzione cardiovascolare a lungo termine, quali la modulazione mirata del microbioma neonatale e la supplementazione con B. infantis

Pier Luigi Tucci

Human Milk and Infant Gut Microbiome in Association With Infant Fecal Metabolome and Child Blood Pressure

Tiange Liu, et al.

Doi:10.1001/jamanetworkopen.2025.59385