MAMMA, NON MI STRESSARE, MANGIO PIANO

Una vita frenetica, sempre di corsa, anche mangiare è considerata una perdita di tempo per adulti e bambini! Eppure sembra proprio che mangiare più lentamente faccia un gran bene alla salute.

Uno studio prestigioso appena pubblicato su Journal of Pediatrics lo confermerebbe in modo autorevole: i bambini che impiegano più tempo per mangiare hanno meno adiposità e rischio di sovrappeso, vita più stretta, pressione arteriosa più bassa e migliori livelli di glicemia e lipidi rispetto a quelli più veloci. Vi fidate? Volete saperne di più o siete per caso dei lettori veloci?

Lo sapevo che non era così, quindi approfondiamo.

  • Di che età stiamo parlando? Quella prescolare, tra 3 e 6 anni.
  • Di che tempi per mangiare? Sommate la durata dei 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena), per i bambini lenti a mangiare diciamo circa 90 minuti o più, quelli veloci circa 60 minuti o meno.
  • Di quanto cambia il rischio per gli indici di adiposità e i parametri clinici? Il rischio statistico è circa 3 volte maggiore per i bambini veloci, che è veramente tanto.
  • Hanno considerato le possibili variabili confondenti? Sì, proprio tutte (peso alla nascita, durata allattamento, attività motoria, sonno, caratteristiche sociali, eccetera). Nel gruppo di bambini che si nutrono più lentamente ci sono però meno mamme sovrappeso.
  • Forse mangiano diversamente? Le calorie consumate sono le stesse tra i gruppi, tuttavia i bambini lenti aderiscono un poco di più alla dieta mediterranea, consumano meno calorie da carboidrati e più proteine (ma le differenze tra gruppi di nutrienti sono veramente minime). Probabilmente gli effetti benefici della dieta mediterranea sono maggiori di quelli legati ai soli componenti nutrizionali.
  • Non si sapeva di queste differenze legate alla velocità dei pasti? Solo negli adulti, o nei bambini di etnia asiatica.
  • Come si spiega tutto ciò? La regolazione della sazietà potrebbe avere beneficio da uno stile alimentare caratterizzato da pasti più lenti, inoltre il consumo di cibi non salutari è stato riportato meno frequente in questi soggetti.
  • Questo studio non ha punti deboli? Sì. E’ uno studio trasversale quindi non può dimostrare cause ed effetti ma solo associazioni tra variabili. La velocità dei pasti è stata rilevata con un questionario dai genitori. I bambini studiati sono tanti (circa mille) ma di sola etnia spagnola.
  • Per chi mangia veloce non c’è speranza? No, uno studio di intervento ha dimostrato che un intervento educativo basato sul rallentamento della velocità dei pasti e su un timing ottimale ha prodotto benefici in breve tempo sul comportamento nei pasti e sul peso (Faith MS et al Obesity 2019;27:121-9).

In attesa di ulteriori conferme ci conviene tener conto di questo saggio suggerimento. Bambini, prendetevi il tempo necessario per mangiare, al netto dalle distrazioni dovreste deciderlo da soli e al riparo dai tempi dettati dagli adulti.

Una curiosità vi sarà venuta, immagino: quanto velocemente mangiate voi e i vostri bambini, in media. Sommate la durata dei vostri 3 pasti principali e potreste capire grosso modo a che categoria appartenete. Se per caso siete dei divoratori potete lavorarci su… Se proprio non riusciamo a rallentare almeno mangiamo Mediterraneo.

Paolo Brambilla

 

Association between eating speed, diet quality, adiposity, and cardio metabolic risk factors.

Garciduenas-Fimbres TE et al

https://doi.org/10.1016/j.jpeds.2022.08.024