L’industrializzazione e la globalizzazione hanno incrementato il consumo di alimenti ultra-processati (UPF). Nei paesi ad alto reddito, gli UPF rappresentano fino al 60% dell’apporto energetico totale, e questa tendenza è in crescita anche nei paesi a medio reddito. Sono in genere cibi a basso costo, pensati per un largo consumo per la loro praticità e durata di conservazione. Numerosi studi longitudinali e meta-analisi hanno però associato il consumo di UPF a un maggiore rischio di malattie croniche.
Lo studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) appena pubblicato* ha coinvolto oltre 500.000 partecipanti in 9 paesi europei analizzando l’associazione tra il grado di trasformazione degli alimenti e la mortalità, in particolare quella riferita a neoplasie, malattie circolatorie, malattie digestive, malattie neuro-degenerative (morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer) e suicidio.
Metodi
Gli alimenti analizzati sono stati classificati secondo il sistema NOVA, che prende in considerazione il loro grado di trasformazione:
- Nova 1: Alimenti non processati o minimamente processati (frutta, verdura, carne fresca, latte, uova, acqua, ecc.).
- Nova 2: Ingredienti culinari processati (olio, burro, zucchero, sale).
- Nova 3: Alimenti processati (pane, pasta, formaggi, conserve, prodotti fermentati, bevande alcoliche).
- Nova 4: Alimenti ultra-processati (UPF) contenenti additivi, dolcificanti, conservanti e sostanze industriali, come snack, dolciumi, bevande zuccherate, piatti pronti, ecc.
Sono stati esclusi partecipanti con malattie preesistenti. Il monitoraggio dell’alimentazione è stato effettuato tramite questionari ogni 3-4 anni per una media di 15 anni di follow up. L’analisi di dati ha normalizzato per le variabili note influenti (es. età, sesso, BMI, consumo di alcol, livello di istruzione, attività fisica, fumo e apporto calorico totale).
Risultati
Emergono evidenze significative sull’impatto del grado di trasformazione degli alimenti sulla mortalità generale e per cause specifiche:
- Nova 1: Alimenti non processati o minimamente processati: un maggiore consumo associato a una diminuzione del rischio di mortalità per tutte le cause, in particolare decessi per malattie circolatorie, digestive e neoplasie.
- Nova 2: Ingredienti culinari processati: nessuna correlazione con la mortalità.
- Nova 3: Alimenti processati: sono associati ad aumento della mortalità e morbilità, tuttavia questa associazione scompare quando si escludono le bevande alcoliche dal gruppo NOVA 3, suggerendo che il contributo del consumo di alcol potrebbe essere un fattore chiave nell’incremento della mortalità associata a questo gruppo.
- Nova 4: alimenti ultraprocessati (UFP): il consumo più elevato di UPF è associato ad un aumento il rischio di mortalità generale, con rischio elevato per malattie circolatorie, digestive e morbo di Parkinson (anche escludendo gli alcolici dall’analisi), ma non è stata riscontrata una correlazione significativa con le neoplasie, Alzheimer e suicidi.
- NB: Effetto protettivo: la sostituzione del 10% dell’intake giornaliero di UPF (NOVA 4) e processati (NOVA 3) con alimenti non processati/minimamente processati (NOVA 1) è stata associata a una riduzione significativa del rischio di mortalità.
Conclusioni
I risultati hanno mostrato che un’elevata assunzione di alimenti NOVA 1 riduce il rischio di mortalità, mentre un consumo elevato di UPF lo aumenta, in particolare per malattie circolatorie, digestive e morbo di Parkinson. Un effetto protettivo si evidenzia già sostituendo solo il 10% degli UPF con alimenti non processati.
I cibi ultraprocessati quindi hanno un costo nascosto in termini di salute pubblica che va conosciuto.
Promuovere una dieta ricca di alimenti non trasformati è cruciale. I pediatri devono sensibilizzare le famiglie sull’importanza di ridurre il consumo di UPF per garantire una migliore qualità di vita, educando i bambini a corrette abitudini alimentari che possano migliorare la salute pubblica.
Davide Cucchiaro, Gruppo Nutrizione SICuPP
Association between degree of food processing and all-cause and cause-specific mortality: a multicentre prospective cohort analysis in 9 European countries.
Gonzalez-Gil EM et al.
https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(24)00377-6/fulltext

