Sono appena uscite 3 reviews importanti in tema di allattamento al seno (Breastfeeding SeriesLancet 7 febbraio 2023) che ci indicano quali sono le principali criticità e quanta strada abbiamo ancora da percorrere per promuoverlo adeguatamente. Sono reviews autorevoli preparate da esperti indipendenti, ricche di spunti che meriterebbero numerosi commenti, che vi invitiamo a leggere con attenzione.
Se proprio dobbiamo trovarci un difetto è quello di riferirsi a studi condotti solo in Paesi di medio o basso livello economico, mancando quindi di informazioni sulla realtà europea. Il motivo? I Paesi ad elevato livello
economico non dispongono di studi nazionali rappresentativi sulle caratteristiche di introduzione dell’allattamento che gli Autori hanno preso in esame.
I principali risultati sono:
1) almeno 1 neonato su 3 complessivamente riceve liquidi diversi dal latte materno nei primi 3 giorni si vita; inoltre, 1 neonato su 2 ritarda la suzione al seno oltre la prima ora dalla nascita ,come invece auspicato. Una precoce introduzione di liquidi diversi dal latte materno si associa ad un inizio più tardivo della suzione al seno (vedi Figura). Commento: vi è motivo di pensare che sia così anche nella nostra realtà, chiaramente questi aspetti sono legati ad una gestione dell’allattamento nel Punto Nascita e rispecchia forse una eccessiva attenzione per l’andamento del peso e il calo ponderale post nascita.

2) nelle prime settimane di vita la percezione materna di non avere latte a sufficienza è motivo nel 45% dei casi per l’introduzione di latti formulati e conseguente riduzione/sospensione dell’allattamento. Tale percezione è spesso basata sulla cattiva interpretazione del comportamento del neonato e del suo pianto, che viene tradotta unicamente come richiesta di cibo quando invece può essere un segnale di altre necessità o bisogni. Commento: queste problematiche sono di comune osservazione nella Pediatria di Famiglia e un Pediatra disponibile all’ascolto può essere di grande supporto alla neomamma e al suo possibile senso di inadeguatezza, aiutandola a raggiungere precocemente un rapporto equilibrato con il suo bambino.
3) la percentuale di madri che effettuano un allattamento esclusivo nei primi 5 mesi di vita è del 48.6% in questa analisi complessiva, ancora lontana dall’obiettivo del 70% entro il 2030 proposto dalla WHO. Gli Autori riportano risultati positivi di iniziative in varie parti del mondo volte a favorire l’allattamento al seno attraverso il contrasto delle principali barriere, basate su educazione, migliore organizzazione dei sistemi sanitari, sostegno economico, lotta alla discriminazione di genere. Commento: cosa sappiamo delle percentuali in Italia? Non sono riuscito a trovare dati istituzionali ufficiali. Tuttavia l’analisi della coorte dello studio NASCITA, coordinato dall’Istituto Mario Negri in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri e pubblicato su Ricerca & Pratica 2021, riporta che la percentuale di allattati a 3 mesi è del 59% e del 30% a 6 mesi in un campione di 809 bambini rappresentativo in termini di distribuzione geografica e contesti di vita (http://nascita.marionegri.it ). Se questi numeri fossero confermati, evidentemente anche per noi il goal del WHO è ancora lontano!
Paolo Brambilla
https://www.thelancet.com/series/breastfeeding-2023
