Alimentazione disordinata: un questionario può esserci di aiuto?

Forse conosci già il questionario SCOFF, proposto da anni per lo screening iniziale dei disturbi del comportamento alimentare o comunque per sospettare un problema nella relazione con il cibo. Se sei curioso/a sottoponiti tu stesso/a a queste 5 domande, il risultato lo vedi solo tu:

  • Ti senti malato/a (o ti viene da vomitare) quando ti senti sgradevolmente pieno/a?
  • Ti preoccupi di aver perso il controllo su quanto mangi?
  • Hai recentemente perso almeno 6 kg nell’arco di 3 mesi?
  • Credi di essere grasso/a anche se altri ti dicono che sei troppo magro/a?
  • Diresti che il cibo domina la tua vita?

Sei hai risposto almeno 2 Sì il test è positivo ed è consigliato sottoporsi ad approfondimenti con altri test psicometrici o indagini. Questo test è largamente in uso da almeno 2 decenni nella pratica clinica soprattutto nella realtà anglosassone.

Dov’è quindi la novità? Un recente lavoro di Review Sistematica e Meta-Analisi* lo ha utilizzato per stabilire la frequenza in bambini e adolescenti (6-18 anni) di un Disordered Eating, che possiamo tradurre come una alimentazione disordinata con caratteristiche potenziali di un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA). Sono stati considerati 32 studi per un totale di 63 mila soggetti di 16 Paesi.

Il risultato principale: il 22.3% è affetto da un disordered eating (30% nelle femmine e 17% nei maschi), con una maggiore frequenza con il crescere dell’età e del BMI (vedi Figura).

 

 

 

Gli Autori sottolineano che Disordered Eating non coincide con Eating Disorder, vale a dire che una Alimentazione Disordinata non necessariamente è un DCA. Tale condizione è un predittore (ai nostri tempi si potrebbe dire un prequel) di un problema che si potrebbe evidenziare nel breve futuro, e contiene in una galassia più grande sia le patologie conclamate (anoressia, bulimia, binge eating) che i comportamenti alimentari anomali quali ortoressia, bigoressia, diete selettive e altre alterazioni della relazione con il cibo.

Per la sua semplicità SCOFF è uno strumento semplice, facile da ricordare e da interpretare che può essere realmente utile come primo approccio alla tematica per identificare chi sottoporre ad una valutazione più approfondita.

 

Commenti:

Un bambino/adolescente su 5 affetto o a rischio di un DCA è veramente tanta roba!

Lo studio ha considerato lavori disponibili prima della pandemia COVID, ci sono evidenze che la percentuale di disturbi alimentari sia aumentata ulteriormente negli ultimi 3 anni.

La differenza di genere è quella attesa, ma la percentuale di maschi interessati è maggiore di quanto ci aspetteremmo, e forse potrebbe essere anche sottostimata da un questionario le cui domande sono state pensate almeno inizialmente per un destinatario di genere femminile.

Attenzione sempre ad utilizzare questionari il cui scopo è così palese nelle domande stesse che chi lo compila può facilmente indirizzare le sue risposte in funzione del risultato che desidera.

 

Curiosità:

-Il test SCOFF è stato proposto per la prima volta nel 1999 da Morgan JF et al. (The SCOFF questionnaire: assessment of a new screening tool for eating disorders. BMJ 1999;319:1467-8).

-SCOFF è l’acronimo di Sick, Control, One stone, Fat e Food. Una Stone è una misura anglosassone di peso che corrisponde a poco più di 6 kg.

-E’ stato proposto dapprima nelle donne adulte seguite per un DCA, poi esteso negli anni nel setting delle cure primarie e presenta un’alta sensibilità e specificità. In letteratura sono presenti circa 300 lavori che lo hanno utilizzato e negli ultimi anni è stato proposto con test di screening anche nei bambini e adolescenti.

Paolo Brambilla

 

  • Global proportion of disordered eating in children and adolescents. A systematic review and meta-analysis.

Lopez-Gil JF et al.

JAMA Pediatrics 2023 Feb 20:e225848, doi: 10-1001/jamapediatrics.2022.5848.