Le deformità posizionali della testa sono associate ad una alterazione dello sviluppo psicomotorio a 24 mesi di età?

Sappiamo bene come le campagne “Back to sleep” per promuovere la posizione supina del sonno dagli anni ’90 abbiano ridotto l’incidenza della SIDS di oltre il 50%. Il concomitante aumento dell’incidenza delle deformità posizionali della testa (PHD: plagiocefalia e brachicefalia) fino al 600% ha suggerito un nesso causale, anche se sono stati identificati altri fattori di rischio dello sviluppo della PHD, tra i quali il più importante è la limitazione dei movimenti fisici liberi e spontanei del bambino. La prevalenza della PHD nei bambini < 1 anno di età varia tra il 16% e il 48% in funzione dei criteri diagnostici scelti. Ma i PHD possono avere altre conseguenze oltre a quelle estetiche?  Tra le possibili conseguenze sono state descritte asimmetria mandibolare, malocclusione dentale, problemi visivi e uditivi. Incerte sono le conseguenze sullo sviluppo psicomotorio: alcuni autori non hanno trovato alcuna associazione, mentre altri hanno evidenziato l’associazione tra PHD e ritardi dello sviluppo psicomotorio, sebbene non sia mai stato dimostrato un nesso causale, tanto da far loro suggerire che la presenza di un PHD potrebbe essere considerato un marker del rischio di ritardo dello sviluppo.

Questo studio retrospettivo francese ha incluso bambini con un PHD rilevato durante una visita specialistica presso il Dipartimento di Chirurgia Plastica Pediatrica dell’Ospedale Universitario di Montpellier. Nella pratica clinica, il Questionario Standardizzato Età e Stadi a 24 mesi (ASQ-24) veniva compilato dai genitori a casa e rispedito in ospedale. I risultati del questionario e le caratteristiche perinatali dei bambini sono stati studiati per determinare se il PHD ha influenzato il loro sviluppo psicomotorio e identificare i fattori confondenti che potrebbero influenzare lo sviluppo psicomotorio.

L’ASQ-24 è uno strumento di screening dello sviluppo psicomotorio adattato all’età del bambino (da 4 a 48 mesi) e progettato per essere completato dai genitori a casa. La sua validità come strumento di screening (87,4% di sensibilità e 95,7% di specificità) è stata convalidata da diversi gruppi e in diverse culture. Questo test consente di valutare le abilità del bambino in cinque domini dello sviluppo psicomotorio: comunicazione, abilità motorie grossolane, abilità motorie fini, problem solving e abilità individuali/sociali. Ogni dominio include sei domande a cui i genitori rispondono “sì” se il bambino può eseguire l’attività (10 punti), “a volte” se il bambino esegue l’attività occasionalmente (5 punti) e “no” se il bambino non esegue l’attività (0 punti). Pertanto, per ogni dominio, il punteggio va da 0 a 60 punti. I punteggi per ogni dominio vengono confrontati con il punteggio soglia per quel dominio. Se il punteggio per uno o più domini è inferiore alla soglia, si sospetta un ritardo psicomotorio e il bambino dovrebbe essere indirizzato a una consulenza specialistica. La seconda parte dell’ASQ-24 include nove domande sull’udito, la vista, la salute, il comportamento e altre potenziali preoccupazioni dei genitori dei bambini. In funzione delle risposte.

Tra le visite all’età di 18 mesi (per confermare l’acquisizione dell’andatura, la postura della testa e la risoluzione del torcicollo congenito,se presente al prima visita), e all’età di 36 mesi (per monitorare la crescita e il rimodellamento della testa), l’ASQ-24 (versione 3) è stato inviato per posta ai genitori in occasione del secondo compleanno del bambino, con busta di ritorno preaffrancata.

Le risposte ASQ-24 sono state analizzate da un logopedista e dal chirurgo che segue il bambino: se il punteggio è inferiore al range di normalità, è stato contattato il pediatra del bambino per organizzare una valutazione psicomotoria.

Durante il periodo di studio, dei 252 questionari ASQ-24 inviati ai genitori 162 sono stati rimandati in ospedale (tasso di risposta: 64,3%). Alla visita di 18 mesi il PHD era ancora presente nell’87,3% dei bambini piccoli. Per quanto riguarda la gestione della PHD, l’85,4% dei bambini ha ricevuto fisioterapia, associata all’osteopatia in > 50%. Dieci bambini (6,9%) hanno ricevuto solo un trattamento osteopatico, un bambino ha indossato un casco e nove bambini (6,2%) non hanno ricevuto alcun trattamento.

L’analisi dei risultati ASQ-24 ha indicato che 115/158 bambini (72,8%) non presentavano alcun ritardo psicomotorio, 30/158 (19,0%) presentavano un ritardo in un dominio e 13/158 (8,2%) in due o più domini. La comunicazione è stata l’area di sviluppo più colpita, seguita da abilità personali/sociali, risoluzione di problemi, abilità motorie grossolane e abilità motorie fini. L’8,2% dei bambini con ritardi in due o più domini dell’ASQ-24 è stato sottoposto a screening per ritardo psicomotorio per le analisi successive. Nella popolazione generale della stessa età si osserva un ritardo in due o più domini nel 5-8% dei neonati, e inoltre nove di questi tredici bambini (69%) presentavano una patologia associata (atresia esofagea, macrocefalia, IUGR, ipotonia, epilessia, sofferenza fetale al momento del parto, anomalie cardiache). Allo stesso modo, tra i 30 bambini con un ritardo in un singolo dominio ASQ-24 (19,0% dello studio) 15 bambini (50%) presentavano una patologia associata (macrocefalia, microcefalia, IUGR, deformità dell’astragalo o metatarso varo, displasia dell’anca, anomalia mandibolare o mascellare, ipotonia, malattia genetica, criptorchidismo, trauma vertebrale al parto) che possono interferire con lo sviluppo psicomotorio, indipendentemente dal PHD. La gravità dell’asimmetria cranica non sembra influenzare la presenza o l’assenza di ritardo psicomotorio. Tra le caratteristiche perinatali, solo la restrizione della crescita intrauterina era associata in modo significativo al ritardo psicomotorio.

I risultati di questo studio quindi suggeriscono che non vi è alcuna associazione tra PHD e ritardo psicomotorio sottoposto a screening a 24 mesi. Rispetto a precedenti studi che hanno riportato un’associazione tra PHD e ritardo psicomotorio,  condotti su bambini di pochi mesi, i bassi tassi di ritardo all’età di 24 mesi in questo studio potrebbe trovare, tra le ipotesi, che alcuni ritardi psicomotori possano autocorreggersi durante l’acquisizione di capacità motorie durante l’infanzia. Inoltre, negli studi che hanno trovato un’associazione tra PHD e ritardi psicomotori,  lo sviluppo psicomotorio è stato testato prima del trattamento PHD, mentre la stragrande maggioranza dei bambini in questo studio (85,4%) ha ricevuto un trattamento adeguato (es. fisioterapia). A tale riguardo uno degli obiettivi della fisioterapia è quello di favorire la posizione prona (“tummy time”) durante le sedute e anche a casa, perché è stato dimostrato che troppo poco tempo in posizione prona da svegli influisce sullo sviluppo psicomotorio. La presenza di una patologia associata potrebbe comunque contribuire al ritardo psicomotorio osservato nei bambini con PHD: pertanto la presenza di una PHD potrebbe essere utilizzata come marcatore del rischio di ritardo psicomotorio.

 

Pier Luigi Tucci

Positional Head Deformities is not Associated with an Increase of the Psychomotor Development at 24 Months of Age

Beatrice Leport, et al..

https://doi.org/10.29011/2575-825X.100216