L’uso della tecnologia digitale è aumentato in modo significativo in tutto il mondo poiché svolge un ruolo importante sia come mezzo di comunicazione che come fonte d’informazione ed intrattenimento. La ricerca scientifica ha ampliamente documentato in questi anni gli effetti negativi dei media digitali, in particolare smartphone e tablet, che si ripercuotono sul benessere del bambino, soprattutto nella fascia 0-6 anni. Sono sempre più numerosi gli studi che evidenziano correlazioni tra presenza e utilizzo degli schemi nelle dinamiche familiari e le conseguenze/ interferenze in ambiti centrali per lo sviluppo del bambini (allattamento, alimentazione, sonno, relazione madre-bambino, movimento, autocontrollo, sviluppo del linguaggio, attenzione, apprendimento). Inoltre la pandemia da Sars- COV 2 negli ultimi due anni ha creato un costante e progressivo aumento del tempo di esposizione agli schermi, nei bambini tutte le fasce di età, ignorando le raccomandazioni dell’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
In questo articolo è stata fatta una review della letteratura dal 2013 in poi (in totale 25 articoli), relativa alla correlazione tra sovraesposizione agli schemi digitali e sviluppo neurologico di bambini ed adolescenti.
L’esposizione a schermi digitali superiore alle 25-30 ore settimanali è definita “dipendenza comportamentale” (Behavioural Addiction) e determina un cambiamento graduale del sistema di ricompensa in cui l’individuo patologicamente cerca di ottenere una sensazione piacevole. Questo sistema è attivato da diversi comportamenti come mangiare o riprodursi che provocano piacere e sono suscettibili di sviluppare una dipendenza. Il percorso della ricompensa non è localizzato in una singola area del cervello ma è distribuito in varie regioni dell’area tegmentale ventrale, del nucleo accumbens ed altre aree specifiche del sistema limbico. Il neurotrasmettitore coinvolto è la dopamina, responsabile della regolazione dell’attività motoria del corpo ed è secreta con l’arrivo di uno stimolo piacevole. L’uso eccessivo di internet è collegato a meccanismi anomali neurobiologici nel lobo frontale, nello striato e nelle regioni somatosensoriali, con riduzione dello spessore della corteccia frontale e del volume della massa grigia come nelle dipendenze da sostanze.
Diversi articoli sottolineano l’esistenza di una correlazione tra
- l’abuso di dispositivi digitali ed un calo del rendimento scolastico, per problemi di sviluppo cognitivo e del linguaggio (elaborazione fonologica, scarso vocabolario, difficoltà di elaborazione).
- uso precoce dei dispositivi ed alterazione della plasticità cerebrale che si riflette in un basso livello cognitivo e problemi comportamentali (bassa autostima, comportamento aggressivo per uso di videogiochi violenti, problemi di socializzazione dovuti a difficoltà di linguaggio) con aumento della predisposizione all’ADHD e di disturbo da dipendenza da Internet.
La raccomandazione è di non consentire l’esposizione agli schermi a bambini di età inferiore ai 24 mesi, di limitare il tempo di utilizzo a 30 minuti al giorno tra i 2-5 anni, di abbassare la luminosità e vietarne l’uso in ambienti bui. Si raccomanda inoltre di non usare gli schermi come strategia ricompensa o consolazione. E nel caso si decidesse di implementare i dispositivi tecnologici come metodo di insegnamento, è importante avere un compagno con cui il bambino possa avere un’interazione congiunta.
Chiara Oretti
The impact of overexposure to digital screens in the neurodevelopment of children and adolescents: a literature review
Arguedas D A, et al.



