La stagione influenzale 2025-2026 si sta rivelando una delle più precoci e intense degli ultimi anni, con un’impennata dei casi già tra novembre e dicembre 2025. Secondo i dati ISS RespiVirNet, l’incidenza ha raggiunto valori record — circa 14-15 casi ogni 1000 assistiti — con centinaia di migliaia di nuove infezioni settimanali.
La protagonista di questa ondata è la variante K del virus A(H3N2), nota anche come sottoclade J.2.4.1. Comparsa a metà 2025, si è rapidamente imposta come ceppo dominante in Italia, in Europa e in gran parte dell’emisfero nord. Le sue mutazioni le conferiscono una maggiore trasmissibilità e una parziale resistenza all’immunità pregressa, rendendola più difficile da contenere. Nonostante ciò, il quadro clinico rimane quello tipico dell’influenza stagionale: febbre alta, dolori muscolari, tosse, mal di gola e profonda stanchezza.
Negli ultimi mesi, tuttavia, i medici hanno segnalato un aumento di casi di convulsioni febbrili, soprattutto nei bambini piccoli, legati alle temperature corporee elevate e all’andamento febbrile rapido indotto dalla variante K. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi brevi e autolimitanti, ma richiedono comunque attenzione e sorveglianza pediatrica. Non è da escludere l’ipotesi che il virus abbia un tropismo per il sistema nervoso.
Il vaccino antinfluenzale 2025-2026, raccomandato dall’OMS a febbraio 2025, contiene tre ceppi (A/H1N1, A/H3N2 e B/Victoria). Tuttavia, la variante K è emersa dopo la definizione dei componenti vaccinali, causando un parziale disallineamento con il ceppo A(H3N2) incluso. L’efficacia stimata è intorno al 50-60% contro l’infezione sintomatica da K, ma la protezione contro forme gravi e complicanze resta buona (30-75% secondo età e condizioni di salute).
Le autorità sanitarie italiane, europee e statunitensi (ECDC, WHO, CDC) ribadiscono l’importanza della vaccinazione, specialmente per over 60, bambini, fragili, donne in gravidanza e operatori sanitari. Non è troppo tardi: con il picco previsto tra fine dicembre e febbraio, vaccinarsi ora significa ridurre il rischio di malattia e proteggere la comunità. In caso di sintomi, si raccomanda riposo, idratazione e paracetamolo, con antivirali prescrivibili per i soggetti a rischio.
Giovanni Vitali Rosati

