Infezioni respiratorie e altre infezioni conseguenti al COVID

Durante la pandemia da COVID-19, si sono osservate alterazioni significative nella circolazione dei virus respiratori. In particolare, nel 2021-2022 si è registrata un’impennata del virus respiratorio sinciziale (RSV), che ha colpito in modo insolito i bambini piccoli. Una delle ipotesi avanzate era che l’infezione da SARS-CoV-2 potesse sopprimere temporaneamente la risposta immunitaria, aumentando il rischio di infezioni successive.

L’obiettivo di questo studio è verificare se nei bambini sotto i 5 anni un’infezione da SARS-CoV-2 aumenti il rischio, nei 6 mesi successivi, di:

  • contrarre il virus respiratorio sinciziale (RSV),
  • sviluppare altre infezioni respiratorie,
  • andare incontro a qualsiasi tipo di infezione, rispetto a bambini con influenza o altre infezioni respiratorie.

Per valutare questa ipotesi è stato condotto uno studio di coorte retrospettivo utilizzando i dati delle cartelle cliniche elettroniche di 27 sistemi sanitari statunitensi, analizzando bambini di età inferiore a 5 anni con infezione da SARS-CoV-2 (test/codifica) tra marzo e luglio 2022. I gruppi di confronto erano bambini con (a) infezione influenzale e (b) infezione delle vie respiratorie senza evidenza di infezione da SARS-CoV-2/influenza. Gli esiti primari e secondari erano rispettivamente l’infezione da VRS e l’infezione respiratoria o qualsiasi infezione nei successivi 15-180 giorni, applicando la ponderazione della probabilità inversa del trattamento e eseguendo un modello di regressione logistica ponderata.

Le coorti primarie e secondarie di questo studio erano composte rispettivamente da 18.767 e 114.414 bambini con infezione da SARS-CoV-2, e da 6.697 e 30.424 con infezione influenzale, e da 46.697 con un’altra infezione acuta delle vie respiratorie.

Le probabilità di una successiva infezione da VRS erano inferiori nel gruppo SARS-CoV-2 rispetto al gruppo influenzale (aOR] 0,73) e rispetto al gruppo con qualsiasi infezione delle vie respiratorie (aOR 0,78). Le probabilità di un’infezione delle vie respiratorie e di qualsiasi infezione erano inferiori nel gruppo SARS-CoV-2 rispetto al gruppo influenzale (rispettivamente aOR 0,62 e aOR 0,67). I tassi di coinfezione RSV-COVID (2,78%) erano simili a quelli RSV-influenza (2,55%). I fattori di rischio indipendenti di maggior suscettibilità erano: essere di etnia nera, avere almeno una condizione medica ad alto rischio, ricovero ospedaliero per l’infezione iniziale

Curva epidemica dei casi di SARS-CoV-2, influenza e RSV durante il periodo di ingresso nella coorte dello studio e di valutazione. Le linee rossa e blu rappresentano i periodi di ingresso nella coorte, rispettivamente per l’analisi primaria e secondaria. I casi sono mostrati come conteggi, le barre verdi rappresentano le infezioni da SARS-CoV-2, le infezioni influenzali sono mostrate in arancione e le barre viola rappresentano le infezioni da RSV.

Nonostante i limiti dello studio (possibile sottostima delle infezioni lievi non registrate nelle EHR, la mancanza di dati completi su test domestici e vaccinazioni, la difficoltà a distinguere tra nuove infezioni e sintomi persistenti di COVID, e l’analisi concentrata sull’era Omicron (non generalizzabile alle prime varianti),non è stato quindi confermato un effetto immunosoppressivo del SARS-CoV-2 nei bambini<5 anni piccoli tale da aumentare la vulnerabilità ad altre infezioni respiratorie. L’impennata di RSV del 2021-2022 sembra piuttosto legata al cosiddetto “gap immunitario”, ovvero l’accumulo di bambini suscettibili dovuto alle restrizioni anti-COVID (mascherine, lockdown, distanziamento) che avevano limitato la normale esposizione ai virus respiratori. I risultati contrastano con studi precedenti che suggerivano un maggior rischio di RSV dopo SARS-CoV-2, probabilmente a causa di differenze metodologiche (assenza di correzione per stagionalità e coinfezioni).

Pier Luigi Tucci

Respiratory and Other Infections Following COVID

Andrea J. Allen, et al.

https://doi.org/10.1542/peds.2024-068280