Negli ultimi decenni è aumentato in modo significativo il numero di persone affette da asma, rinite allergica (AR), dermatite atopica (AD) e allergie alimentari. Queste malattie rappresentano una parte importante del crescente carico globale di malattie croniche non trasmissibili (NCD), associate a disfunzioni della barriera epiteliale, perdita di tolleranza immunitaria e infiammazione cronica a basso grado.
Una possibile spiegazione è la crescente vulnerabilità del sistema immunitario in fase di sviluppo agli stress ambientali moderni, tra cui: urbanizzazione, inquinamento, cambiamenti climatici, agricoltura intensiva, riduzione della biodiversità, eccessivo uso del suolo.
Diversi studi suggeriscono che il contatto con la natura e l’esposizione alla biodiversità ambientale possono avere effetti protettivi, modulando il microbioma umano e promuovendo risposte immunitarie più equilibrate.
In particolare, l’esposizione al verde residenziale (RGE) — come la presenza di alberi, parchi e aree naturali vicino alle abitazioni — è stata associata a vari benefici per la salute fisica e mentale. Tuttavia, gli studi hanno prodotto risultati contrastanti riguardo alla sua relazione con lo sviluppo e il controllo delle malattie allergiche e dell’asma. Alcuni suggeriscono un effetto protettivo, mentre altri riportano un aumento del rischio, soprattutto in soggetti già sensibilizzati agli allergeni.
Per chiarire questa relazione complessa e fornire indicazioni utili alla pratica clinica, è stata condotta questa revisione sistematica, nell’ambito delle linee guida EAACI, analizzando in modo critico i studi 17 studi longitudinali disponibili sull’impatto del verde residenziale sullo sviluppo e sul controllo delle malattie allergiche e dell’asma.
Principali risultati

1. Asma
- “Ever asthma” (diagnosi durante la vita): tendenza protettiva non significativa
- “Current asthma” (asma attuale): associazione con maggiore rischio .
- Esposizione prenatale al verde: protettiva per “ever asthma”.
2. Rinite allergica (AR)
- “Ever AR”: possibile riduzione del rischio, ma risultati incerti.
- “Current AR”: nessuna associazione chiara.
3. Dermatite atopica (AD)
- Uno studio ha trovato che l’esposizione prenatale al verde riduce leggermente il rischio.
4. Allergie alimentari
- Maggiore esposizione al verde residenziale è associata a un aumento del rischio di allergia alle arachidi e alle uova.
5. Controllo dell’asma
- Uno studio ha mostrato che la bassa esposizione al verde è un fattore di rischio per l’asma non controllata, anche considerando l’attività fisica e l’esposizione al NO₂.
Questa revisione evidenzia che gli effetti dell’esposizione al verde sono variabili e dipendono dal tipo di malattia, dal momento dell’esposizione (prenatale o successivo), e dalla definizione usata per le patologie, e che tale esposizione può avere potenziali benefici per lo sviluppo di asma e AD prenatali, ma possibili rischi aumentati per asma attuale e allergie alimentari, così come sia cruciale Il ruolo di fattori confondenti, come l’inquinamento atmosferico.
La certezza delle prove nei soli 11 (pochi) studi esaminati, valutata con il metodo GRADE, è risultata da moderata a molto bassa, legata a: eterogeneità tra gli studi, rischio di bias, Imprecisione nei risultati, mancanza di dati su tipo di vegetazione e allergeni, e questo può spiegare anche gli effetti contrastanti sull’esposizione al verde. Per questo gli AA. raccomandano la necessità di futuri studi standardizzati, che includano anche la tipologia di verde (erba, alberi, cespugli), il tipo di allergeni presenti, e la durata e intensità dell’esposizione. L’obiettivo è infatti quello di guidare strategie di investimento urbano sul verde basate sull’evidenza e per bilanciare i benefici ecologici con salvaguardie sanitarie personalizzate per mitigare il carico delle malattie allergiche in un mondo sempre più urbanizzato.
Pier Luigi Tucci
Impact of Residential Greeness Exposure on the Development of Allergic Diseases and Asthma and on Asthma Control—A Systematic Review for the EAACI Guidelines of Environmental Science for Allergic Diseases and Asthma
I. Agache, et al.




