La relazione con il cibo e con il momento del pasto è un aspetto cruciale della nutrizione e si stabilisce molto presto e può essere molto diversa da bambino a bambino. Per molto tempo noi pediatri abbiamo prestato attenzione più a cosa e quanto mangiavano i bambini che al come.
Ultimamente si è data adeguata importanza anche all’aspetto emotivo-relazionale dell’atto di nutrirsi e parimenti è sorto il sospetto che i 2 piani (quello squisitamente dietetico e quello comportamentale) fossero strettamente collegati. Il piano comportamentale viene tradizionalmente indagato con un questionario validato (CEBQ, Child Eating Behavior Questionnaire, Wardle et al, 2001) che stima alcuni aspetti distintivi.
Questo studio recente spagnolo* dimostra in modo inequivocabile che se osservi come mangia un bambino già in età prescolare puoi ragionevolmente intuire come si nutre, nel bene e nel male. Lo studio ha chiarito che sono principalmente 2 gli aspetti comportamentali che sono predittivi di un pattern alimentare:
- il piacere di mangiare (Enjoyment of Food) e
- la schizzinosità (Food Fussiness). Intendiamo con questo termine un insieme di difficoltà, spesso associate tra loro: resistenza all’introduzione di nuovi cibi, esclusioni multiple, dieta selettiva, dieta monotona e ripetitiva, richiesta di preparazioni alimentari particolari e diverse dal resto dal famiglia, pasti consumati molto lentamente, difficoltà alla mensa scolastica.
Questi 2 pattern sono stati valutati in base alle risposte ad alcune semplici domande (vedi Tabella) a cui si può rispondere semplicemente con un Sì o un No, oppure con una gradazione di 5 risposte (mai, raramente, a volte, spesso, sempre) da cui derivare un punteggio. Alcune domande sembrano banali solo in apparenza e sono ripetitive per ovviare alla naturale reticenza dei genitori in questo tema.
| Piacere di mangiare | Schizzinosità |
| Mio figlio adora il cibo | Mio figlio inizialmente rifiuta i nuovi cibi |
| Mio figlio è interessato al cibo | Mio figlio non si diverte ad assaggiare cibi nuovi |
| Mio figlio non vede l’ora che arrivi l’ora del pasto | Mio figlio non apprezza una grande varietà di cibi |
| Mio figlio ama mangiare | Mio figlio è difficile da accontentare a tavola |
| Mio figlio non è interessato ad assaggiare cibi che non ha mai assaggiato prima | |
| Mio figlio decide che un alimento non gli piace anche senza averlo assaggiato |
Senza entrare in aspetti tecnici, chi aveva i più alti punteggi nelle domande sul “piacere di mangiare” aveva un maggior consumo di cibi sani (frutta, verdura, legumi, pesce, cereali integrali) e minore di dolci/zuccheri, il contrario esattamente di chi aveva punteggi alte nelle domande sulla “schizzinosità”. In altre parole, se ami mangiare mangi di tutto e in prevalenza cibi sani e densi di nutrienti, se sei schizzinoso inevitabilmente sei portato a mangiare poco al pasto e schifezze compensatorie a merenda.
Abitudini e comportamenti sono quindi interconnessi. É forse più facile indagare il comportamenti che stimare correttamente le abitudini, cioè gli apporti quali/quantitativi? Quale dei due aspetti ha migliore semplicità di indagine, precisione, accuratezza e fattibilità nel setting della pediatria di famiglia? Comunque, se sono correlate tra loro e in modo così precoce si può iniziare da quella che il pediatra sente più affine alla propria sensibilità e preparazione.
La realtà spagnola è molto simile a quella italiana, come molti studi hanno dimostrato anche in età pediatrica. Gli Autori hanno studiato oltre 1400 bambini di 4.8 anni di età media, partecipanti ad uno studio longitudinale (CORAL Study) in cui sono stati utilizzati metodi validati per la stima di comportamenti e degli apporti alimentari e un impianto statistico accurato.
Viene clamorosamente confermata la necessità per il pediatra di perseguire come scopo principale di prevenzione la varietà dell’alimentazione sin dai primi anni di vita e convincere genitori ad un modello alimentare familiare che non preveda esclusioni e possibilmente onnivoro. Infine, si suggerisce a genitori e caregivers di comprendere meglio il pattern di comportamento alimentare per mettere in atto strategie più efficaci di approccio all’alimentazione del proprio bambino che tengano conto del suo carattere e della sua indole.
* Maneschy I et al. Association between eating behaviours and food and beverage consumption in male and female children aged 3-6 years: The CORALS cohort. Eur J Nutr 2026;65:26 https://doi.org/10.1007/s00394-025-03848-x
Paolo Brambilla
