Traiettorie e covariabili associate al tempo davanti allo schermo di bambini di età pari o inferiore a 3 anni

Molti bambini iniziano a interagire con i media dello schermo fin dall’infanzia. Sebbene il tempo di esposizione allo schermo sia associato a conseguenze negative sullo sviluppo, pochi studi longitudinali negli Stati Uniti hanno esaminato le covariabili del tempo di esposizione tra i bambini di età inferiore ai 3 anni.

Questo studio pubblicato recentemente su JAMA Pediatrics dai ricercatori del National Institutes of Health (NIH) e di 2 centri accademici aveva l’obiettivo di identificare le traiettorie del tempo passato davanti allo schermo di bambini da 1 a 3 anni, esaminare la loro associazione con l’uso dello schermo a 8 anni e valutare potenziali fattori determinanti del tempo passato davanti allo schermo.

Le madri di 3895 bambini (2031 maschi e 1864 femmine) hanno risposto alle domande sul tempo totale giornaliero davanti allo schermo (televisione,film, giochi per computer) all’età di 12, 18, 24, 30 e 36 mesi.

Due traiettorie del tempo davanti allo schermo (uso scarso e crescente) sono state classificate in base all’analisi dei cluster, e la regressione logistica è stata utilizzata per modellare i fattori di rischio per la traiettoria crescente. Sono stati esaminati i bambini che mostravano il 10 ° percentile più elevato di utilizzo dello schermo in ciascun punto e sono stati utilizzati modelli misti lineari per identificare i fattori di rischio di questa categoria ad alta esposizione.

Il tempo medio giornaliero davanti allo schermo è aumentato da 53,45 minuti a 12 mesi a 150,65 minuti a 36 mesi. Tuttavia, l’AAP raccomanda ai bambini di età inferiore ai 18 mesi di evitare l’uso dei media digitali, ad eccezione della video chat.

Dei 1045 bambini di 8 anni di età per i quali i ricercatori avevano dati completi in tutti e 5 i punti di tempo, 279 (26,7%) avevano una traiettoria del tempo davanti allo schermo crescente. Tra i fattori infantili associati all’aumento del tempo sullo schermo vi sono il sesso maschile, la razza nera non ispanica, il fatto di essere un primogenito o un gemello e di ricevere cure a casa rispetto alla frequenza di centri per l’infanzia.

Il principale fattore parentale è stato il livello di istruzione: i bambini i cui genitori hanno frequentato la università hanno meno probabilità di avere un aumento del tempo di esposizione allo schermo tra 1 e 3 anni. I bambini i cui genitori avevano solo un diploma di scuola superiore o equivalente avevano più probabilità di passare più tempo ogni giorno davanti a uno schermo.

Quasi 9 su 10 neonati e bambini piccoli passano quindi più tempo davanti allo schermo di un televisore, di un computer o di un dispositivo mobile di quanto raccomandato dall’American Academy of Pediatrics (AAP).

Questo studio evidenzia che i modelli temporali di esposizione ad uno schermo sono associati a diverse caratteristiche socio demografiche, e possono persistere e incrementarsi durante l’infanzia a partire dalla giovane età, suggerendo che gli interventi per ridurre il tempo dello schermo potrebbero avere maggiori possibilità di successo se introdotti precocemente.

November 25, 2019
Association of Trajectory and Covariates of Children’s Screen Media Time
Mai-Han Trinh, et alii
JAMA Pediatr. 2020;174(1):71-78. doi:10.1001/jamapediatrics.2019.4488

Pier Luigi Tucci