Le priorità della pandemia di COVID-19 si sono concentrate su prevenzione, rilevamento e risposta. Oltre alla morbilità e alla mortalità, le pandemie comportano impatti secondari, come i bambini orfani o privi dei loro caregiver. L’evidenza di epidemie precedenti come l’HIV/AIDS, Ebola e la pandemia di influenza del 1918 aveva già mostrato che un gran numero di bambini hanno perso i loro caregiver a causa della morte associata alla pandemia. Questi bambini spesso affrontano conseguenze negative: la morte di un genitore o di un caregiver aumenta i rischi di problemi di salute mentale, di violenza fisica, emotiva e sessuale, difficoltà economiche della famiglia, di rischio di ospedalizzazione. Queste esperienze avverse aumentano anche i rischi di suicidio, di malattie infettive come HIV/AIDS, di gravidanza adolescenziale e di malattie croniche.
Questo studio modellistico fornisce stime per l’entità di tale problema derivante da COVID-19 descrivendo anche la necessità di allocare delle risorse specifiche all’interno della risposta globale e nazionale al COVID-19.
Sono stati utilizzati i dati sulla mortalità e sulla fertilità per modellare le stime minime e i tassi di decessi associati a COVID-19 di caregiver primari o secondari per bambini di età inferiore a 18 anni in 21 paesi. Sono stati considerati i genitori e nonni affidatari come caregiver primari e i nonni conviventi o parenti più anziani (di età compresa tra 60 e 84 anni) come caregiver secondari. Per evitare un conteggio eccessivo è stato utilizzato un tasso di attacco secondario stimato e rapporti di mortalità-infezione specifici per età per SARS-CoV-2, così da poter modellare estrapolazioni globali per il numero di bambini che hanno subito decessi associati a COVID-19 di caregiver primari e secondari.
A livello globale, dal 1 marzo 2020 al 30 aprile 2021, è stato stimato che 1 134 000 bambini (intervallo di credibilità del 95% 884 000-1 185 000) abbiano subito la morte di caregiver primari, tra cui almeno un genitore o un nonno affidatario. 1 562 000 bambini (1 299 000-1 683 000) hanno subito la morte di almeno un caregiver primario o secondario. I paesi in questo studio con tassi di mortalità dei caregiver primari di almeno uno ogni 1000 bambini comprendono Perù (10,2 per 1000 bambini), Sud Africa (5,1), Messico (3,5), Brasile (2,4), Colombia (2,3), Iran (1,7), USA (1,5), Argentina (1,1) e Russia (1,0). Il numero di bambini orfani ha superato il numero di decessi tra quelli di età compresa tra 15 e 50 anni. Tra due e cinque volte più bambini avevano padri deceduti rispetto alle madri decedute. A queste stime durante i primi 14 mesi della pandemia andranno aggiunti molti altri bambini che sperimenteranno tali perdite man mano che la pandemia progredisce.
Riportiamo di seguito i dati delle nazioni europee citati nello studio, compresa l’Italia.



L’ampiezza della perdita di genitori e caregiver in COVID-19 mostra un urgente bisogno di assicurare un equo accesso globale ai vaccini, insieme a programmi e servizi basati sull’evidenza. Prove da altre epidemie, come l’HIV/AIDS e l’Ebola, mostrano che questi programmi devono rafforzare la capacità delle famiglie di prendersi cura dei bambini e prevenire la separazione dei bambini, evitare l’istituzionalizzazione dei bambini e fornire sostegno psicosociale. Anche approcci acceleratori a basso costo che combinano trasferimenti di denaro, interventi a sostegno della genitorialità e sostegni all’istruzione potrebbero essere efficaci. Questi dati mostrano la necessità di un ulteriore pilastro della nostra risposta: prevenire, rilevare, rispondere e prendersi cura dei bambini, sempre in sintonia con quanto prevede la Convenzione Internazionale dei diritti del bambino.
Pier Luigi Tucci
Global minimum estimates of children affected by COVID-19-associated orphanhood and deaths of caregivers: a modelling study.
Susan D Hillis, et al.
Lancet 2021; 398: 391–402 Published Online July 20, 2021 https://doi.org/10.1016/ S0140-6736(21)01253-8
