Social media e atteggiamenti verso una vaccinazione COVID-19: una revisione sistematica della letteratura

L’esitazione sui vaccini,  che nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha elencato come una delle prime 10 minacce per la salute mondiale, continua a limitare gli sforzi globali nella lotta alla pandemia di COVID-19 nell’influenzare i tassi di vaccinazione al fine di raggiungere l’immunità di gregge.  La durata, la novità, la gravità delle manifestazioni cliniche, il desiderio di trovare rapidamente rimedi farmacologici, le incertezze e le contraddizioni di informazioni sanitarie e di politica sanitaria hanno trovato un enorme spazio giornaliero all’interno dei mass media, diventando quindi per molte persone la fonte prevalente di informazioni. L’esitazione vaccinale, definita come ritardo nell’accettazione o rifiuto della vaccinazione nonostante la disponibilità dei servizi di vaccinazione, può essere il prodotto di una serie di fattori e di opinioni condivise. La letteratura ha studiato tali fattori in relazione all’esitazione del vaccino COVID-19 evidenziando che l’esitazione può derivare da preoccupazioni relative all’efficacia del vaccino, alla sicurezza, agli effetti collaterali, alla convenienza, al prezzo, alla convinzione che il vaccino non sia necessario, all’idea che i test per il vaccino fossero insufficienti e che il ritmo del suo sviluppo era troppo rapido, così come la motivazione finanziaria delle autorità/aziende farmaceutiche.  Un tema ricorrente emerso da alcune indagini è che l’esitazione è dovuta alla disinformazione riguardo ai benefici e agli effetti avversi dei vaccini.

Gli sforzi di mitigazione per controllare la diffusione di SARS-CoV-2, inclusi l’allontanamento fisico, i requisiti di quarantena e i divieti di viaggio in tutto il mondo, possono intensificare l’uso dei social media, e questa maggiore dipendenza dalle reti di social media può essere preoccupante a causa della sua capacità di diffondere disinformazione e contribuire a una maggiore esitazione, specialmente tra le popolazioni che possono essere più vulnerabili a tassi di esitazione aumentati (ad esempio, quelli in gruppi di basso status socioeconomico).

Questa revisione sistematica ha cercato di sintetizzare le prove attuali riguardanti il ​​potenziale ruolo dei social media nel plasmare gli atteggiamenti nei confronti della  vaccinazione COVID-19 e di esplorare il suo potenziale per plasmare gli interventi di salute pubblica per affrontare il problema dell’esitazione sui vaccini.

E’ stata eseguita una revisione sistematica includendo gli studi che hanno riportato i risultati relativi al vaccino contro la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) (atteggiamenti, opinioni, ecc.) raccolti dalle piattaforme dei social media e quelli che analizzano la relazione tra l’uso dei social media e l’esitazione/accettazione di COVID-19, escludendo quelli che non hanno riportato esiti di interesse o che abbiano analizzato dati provenienti da fonti diverse dai social media (siti web, giornali, ecc.). Dei 2539 record identificati, un totale di 156 articoli soddisfacevano pienamente i criteri di inclusione, con una  qualità degli studi trasversali moderata. Gli studi inclusi sono stati classificati nelle seguenti quattro categorie:

  • studi trasversali che riportano l’associazione tra dipendenza dai social media e esitazione e/o accettazione del vaccino.
  • studi che hanno eseguito analisi tematiche dei dati estratti dai social media, riportando in tal modo discussioni relative alle intenzioni/opinioni del vaccino COVID-19;
  • studi che hanno esplorato il grado di polarizzazione di specifici contenuti dei social media relativi ai vaccini COVID-19 (il grado di sentimenti positivi e negativi);
  • studi che hanno esplorato le fluttuazioni delle attitudini/opinioni vaccinali raccolte dai social media a seconda di eventi specifici che sono stati identificati come eventi scatenanti.

Gli studi trasversali utilizzavano principalmente sondaggi online anonimi per le valutazioni. Tali studi hanno osservato principalmente una relazione negativa.

Le altre 3 categorie di studi si sono concentrate principalmente su alcuni social network specifici (o più specifici). In particolare, Twitter è stato il sito predominante utilizzato in questi studi.

Gli studi che hanno eseguito analisi tematiche dei dati estratti dai social media, hanno principalmente osservato un dominio di argomenti esitanti sui vaccini. 

Gli studi che hanno esplorato il grado di polarizzazione di specifici contenuti dei social media relativi ai vaccini COVID-19 hanno osservato un grado simile di contenuto sia per il tono positivo che per quello negativo pubblicati su diverse piattaforme di social media.

Infine, gli studi che hanno esplorato le fluttuazioni degli atteggiamenti/opinioni di vaccinazione raccolti dai social media hanno identificato eventi specifici come cofattori significativi che influenzano e modellano le intenzioni di vaccinazione degli individui.

 

Sintesi sintetica dei principali risultati di ciascuna categoria di studi inclusi in questa revisione sistematica, oltre alle loro implicazioni per la politica di salute pubblica.

Caratteristica degli studi

Sintesi dei principali risultati

Implicazioni per la politica di salute pubblica

(1) Studi trasversali che riportano l’associazione tra dipendenza dai social media e esitazione e/o accettazione del vaccino

Nel complesso, la dipendenza dai social media è stata associata a una maggiore esitazione. Sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare il ruolo svolto dall’età in questa associazione, dato che due studi condotti su popolazioni di giovani adulti riportano un’associazione opposta.

Comprendere i modelli di utilizzo dei social media può fornire un’opportunità per un intervento mirato. Studi di questa caratteristica forniscono prove che gli utenti traggono le loro informazioni dai social media. Quindi, prendere di mira un’adeguata comunicazione di salute pubblica e combattere la disinformazione ha il potenziale per modellare gli atteggiamenti delle persone riguardo agli sforzi di salute pubblica.

(2) Studi che hanno eseguito analisi tematiche dei dati estratti dai social media, riportando in tal modo discussioni relative alle intenzioni/opinioni del vaccino COVID-19

Nel complesso, le discussioni contro le vaccinazioni erano più prevalenti su varie piattaforme di social media. Inoltre, sono stati osservati fenomeni di camere d’eco relativi alle campagne anti-vaccinazione. Le discussioni sui social media hanno fornito preziose informazioni sui motivi relativi all’esitazione o all’accettazione del vaccino. Infine, c’è un ruolo potenziale per gli influencer dei social media, in particolare i medici, per aumentare l’accettazione del vaccino tra il pubblico.

Gli studi in questa categoria hanno dimostrato il potenziale per amplificare le opinioni polarizzate utilizzando i social media. Comprendere questa nozione ha profondi vantaggi per prendere di mira la disinformazione e combattere le “bolle” che predicano notizie false che possono formarsi sui social media. Quando si progettano misure di intervento, può essere più vantaggioso prendere di mira specifiche campagne anti-vaccino e la disinformazione piuttosto che aumentare semplicemente il numero di contenuti incoraggianti il ​​vaccino sui social media

(3) Studi che hanno esplorato il grado di polarizzazione di specifici contenuti dei social media relativi ai vaccini COVID-19 (il grado di sentimenti positivi vs negativi);

In generale, gli studi hanno riportato un grado simile di viraggio positivo e negativo in termini di contenuti sui social media relativi alla vaccinazione.

I social media offrono l’opportunità di valutare e comprendere il sentimento pubblico sulle vaccinazioni in tempo reale, in modo rapido ed efficiente. L’utilizzo dei social media per comprendere il sentimento del pubblico consente un intervento su misura e mirato, specifico per le opinioni attuali del pubblico.

(4) Studi che hanno esplorato le fluttuazioni delle attitudini/opinioni vaccinali raccolte dai social media a seconda di eventi specifici che sono stati identificati come eventi scatenanti.

Il sentimento delle persone riguardo alla vaccinazione contro il COVID-19 varia notevolmente a seconda di eventi chiave specifici relativi alla vaccinazione, sia in positivo che in negativo.

Una comprensione approfondita di come eventi specifici innescano le emozioni delle persone può essere fondamentale per i governi e i funzionari della sanità pubblica per identificare i tempi di intervento appropriati per massimizzare i benefici e garantire la cooperazione e l’impegno della popolazione. I risultati di questi studi dimostrano che è fondamentale per il governo adeguare tempestivamente le politiche di vaccinazione in risposta agli eventi di salute pubblica per promuovere la vaccinazione di massa attraverso un monitoraggio dinamico dei sentimenti pubblici.

 

Nel complesso, la disinformazione e la diffusione delle comunità anti-vaccinazione sulle piattaforme dei social media contribuisce a mascherare comportamenti sani e promuove pratiche che contribuiscono a esiti negativi per la salute, rilanciando l’importanza significativa della creazione di piattaforme per la diffusione di messaggi di salute pubblica autentici, anche se la limitazione delle informazioni diffuse sui social media continui a essere una questione complessa.

Questa recensione cerca di esemplificare il potenziale che i social media hanno come piattaforma per interventi  di salute pubblica e una fonte di informazioni che aiutano a indirizzare il processo decisionale per affrontare l’esitazione sui vaccini e promuovere ulteriormente l’adozione della vaccinazione in tutto il mondo. Andranno ulteriormente promossi studi futuri per esplorare l’impatto di specifiche fonti di social media (ad esempio, YouTube vs. Facebook),  le tendenze temporali dell’influenza dei social media sugli atteggiamenti vaccinali (ad es., soprattutto in relazione all’introduzione del vaccino), il ruolo di specifici tipi di professionisti come influencer (come medici, politici, celebrità, ecc.) o gli effetti di diversi tipi di contenuti sugli atteggiamenti vaccinali. 

Le limitazioni dello studio devono essere conosciute. In primo luogo, questa revisione includeva diversi studi trasversali, che non permettono di stabilire il nesso di causalità. Inoltre tali studi hanno utilizzato misure auto-riportate per raccogliere dati, con bias di selezione, bias di desiderabilità sociale e bias di richiamo. Da ultimo, a causa dell’ampia gamma di studi inclusi in questa revisione, non è stata condotta alcuna meta-analisi, non potendo quindi fornire una sintesi quantitativa dei risultati.

Questo esame approfondito dei vari ruoli che i social media possono svolgere nella diffusione delle informazioni al pubblico, nonché del modo in cui gli individui si comportano sui social media nel contesto di eventi di salute pubblica, mette in luce in modo articolato  il potenziale dei social media come piattaforma di intervento di salute pubblica per affrontare l’esitazione vaccinale.

Pier Luigi Tucci

 

Social media and attitudes towards a COVID-19 vaccination: A systematic review of the literature

Fidelia Cascini, et al.

https://www.thelancet.com/journals/eclinm/article/PIIS2589-5370(22)00184-5/fulltext