Sappiamo bene come l’otite media ricorrente (rAOM) e le infezioni ricorrenti del tratto respiratorio (rRTI) colpiscono ogni anno migliaia di bambini in tutto il mondo. Si stima che più di un bambino su quattro sperimenti un episodio di AOM entro un anno di età e che circa il 20% di essi svilupperà un’otite media ricorrente nei primi 6 anni di età, e che fino al 30% degli episodi di AOM è complicato da una perforazione spontanea della membrana timpanica (STMP). Anche la frequenza di rRTI è molto elevata e si stima che coinvolga >5% dei bambini di età ≤6 anni.
I bambini con una storia di rAOM hanno delle caratteristiche immunitarie peculiari (un’attivazione predominante dei modelli Th2 e Treg dell’immunità innata, ridotta sintesi anticorpale in seguito alla stimolazione antigenica dei 3 principali otopatogeni, livelli più bassi di cellule B di memoria circolanti e di cellule T CD4+ di memoria nel siero in seguito a un’infezione acuta), che hanno portato alla definizione di “profilo immunitario neonatale prolungato” per i bambini con una storia di rAOM.
La diminuzione delle recidive di AOM è conseguente al superamento dell’immaturità delle risposte immunitarie nei bambini affetti da otite. Ma nessuno studio ha analizzato l’emocromo, le IgA, le IgG, le IgM circolanti e le IgE totali, le sottoclassi di IgG e le sottopopolazioni di linfociti dei bambini con rAOM senza STMP rispetto a quelli con rAOM con STMP, per cui le caratteristiche immunitarie di queste due entità rimangono in gran parte sconosciute.
L’obiettivo primario di questo studio è stato quello di confrontare i profili immunitari dei bambini con rAOM con e senza STMP. L’obiettivo secondario era quello di confrontare i profili immunologici di bambini senza parametri al di fuori del range di normalità affetti da rAOM (con e senza STMP) e rRTI.
Lo studio ha coinvolto un totale di 751 bambini: 566 (75,3%) con rAOM e 185 (24,7%) con rRTI sotto i 10 anni di età, e con un’età media 34,9 (SD 20,5) mesi. Sono stati ottenuti retrospettivamente i dati relativi all’anamnesi perinatale, allo stato vaccinale, alla presenza di fattori di rischio per rAOM o rRTI (inclusa la storia personale o familiare di allergia) e al numero di episodi infettivi nei 12 mesi precedenti. Inoltre, sono stati raccolti dati sul profilo immunologico (conta delle cellule ematiche, IgA, IgG, IgM e IgE totali circolanti, sottoclassi di IgG e sottopopolazioni di linfociti). Tra i 566 bambini con rAOM, il 39,7% aveva una rAOM non complicata e il 60,3% una rAOM con STMP. La frequenza di bambini con parametri al di fuori del range di normalità era simile tra i bambini con rAOM con (4,9%) e senza STMP (6,1%). Tra i soggetti senza parametri al di fuori del range di normalità, i bambini con rAOM non complicato avevano livelli sierici di IgG, linfociti CD8+ e CD19+ significativamente più bassi e livelli di IgG2 significativamente più alti rispetto ai bambini affetti da rAOM con STMP. Infine, i bambini con rAOM avevano livelli più bassi di IgA, IgM e IgG2 e livelli più alti di IgG, linfociti CD19+ e CD16/56+ rispetto ai bambini con rRTI.
In conclusione una percentuale bassa (<6,5%) di bambini con rAOM con o senza STMP presenta parametri al di fuori del range di normalità. Tra i soggetti senza parametri al di fuori del range di normalità, i bambini con rAOM non complicata presentano un profilo immunitario diverso rispetto a quelli con STMP e rRTI. Anche se la rAOM porta ad un significativo aumento della probabilità di contrarre infezioni respiratorie, ed è tradizionalmente considerata un segnale di allarme che induce a sospettare un’immunodeficienza sottostante tanto da essere inclusa nel 2009 dal Jeffrey Modell Foundation Medical Advisory Board come uno dei 10 criteri che dovrebbero indurre a un’ulteriore valutazione diagnostica per le anomalie immunologiche, c’è ancora molta incertezza se i criteri proposti non siano limitati, per cui sarà necessario impostare nuovi studi prospettici per esplorare ulteriormente le caratteristiche immunitarie dei bambini affetti da rAOM con e senza STMP.
Pier Luigi Tucci
Immunological profiles of children with recurrent otitis media with or without spontaneous tympanic membrane perforation and of children with recurrent respiratory infections
SaraTorretta, et al.
https://doi.org/10.1016/j.ijporl.2022.111219
