Prevalenza globale del rispetto delle linee guida sul tempo di schermo tra i bambini di 5 anni e più giovani. Una revisione sistematica e meta-analisi

Le linee guida pediatriche suggeriscono che i bambini più piccoli di 2 anni evitino del tutto di essere posti davanti ad uno schermo, mentre i bambini dai 2 ai 5 anni non dovrebbero starci per più di 1 ora al giorno. Anche se queste linee guida sono chiare, i genitori spesso non affrontano la sfida di gestire il tempo dello schermo, anche in famiglie con bambini di età diverse che hanno diversi limiti di tempo raccomandati per lo schermo.  Ma quale proporzione di bambini piccoli soddisfa queste linee guida sulla quantità giornaliera di tempo sullo schermo? Linee guida che, anche se adottate in tutto il mondo, evidenziano una sostanziale variabilità nella loro aderenza? E’ evidente la necessità di stime precise per poter orientare sia la salute pubblica e sia le eventuali iniziative politiche.

Anche se molte linee guida sul tempo di schermo sono passate dalla quantità alla qualità (per esempio, vedere insieme, arricchimento dei contenuti), esistono inoltre ulteriori difficoltà per le famiglie quando i bambini hanno diverse categorie di tempo di schermo basate sull’età. In queste famiglie i bambini più piccoli possono superare le linee guida eguagliando il tempo di schermo dei loro fratelli più grandi. Sappiamo che i bambini minori di 5 anni sono gli utenti in più rapida crescita dei media digitali (contenuti trasmessi su tablet, televisione ecc.). Prima della pandemia di COVID-19 i bambini di 5 anni e più giovani utilizzavano gli schermi per una media di circa il 25% delle loro ore di veglia, valori che probabilmente sono aumentati in questi ultimi due anni.  Sono dati che dovrebbero preoccupare, perché alti livelli di utilizzo dello schermo nei bambini piccoli possono essere associati a conseguenze negative per il loro sviluppo.

Per rispondere a questa domanda gli AA hanno cercato di ricavare la prevalenza aggregata tramite metodi meta-analitici dei bambini più giovani di 2 anni e dei bambini dai 2 ai 5 anni che rispettano le linee guida sul tempo trascorso davanti allo schermo.

Da 63 studi che permettessero di valutare la prevalenza del rispetto delle linee guida sul tempo dello schermo sono stati inclusi  95 campioni non sovrapposti con un totale di 89163 partecipanti. Per i bambini di età inferiore ai 2 anni la prevalenza aggregata del rispetto delle linee guida sul tempo di schermo (0 h/d) era del 24,7%, mentre per i bambini di età compresa tra 2 e 5 anni, la prevalenza media di soddisfare la linea guida sul tempo di schermo (1 h/d) era del 35,6%.

Per i bambini minori di due anni le analisi hanno rivelato che la prevalenza del rispetto delle linee guida sul tempo dello schermo variava in funzione dell’anno di raccolta dei dati (aumentava nel tempo), del metodo di misurazione (maggiore quando i questionari venivano confrontati con le interviste) e del tipo di utilizzo del dispositivo (maggiore quando una combinazione di attività di utilizzo dello schermo veniva confrontata con la sola televisione/movie). Per i bambini da due a cinque anni le analisi hanno rivelato che la prevalenza del rispetto delle linee guida sul tempo di schermo variava in funzione del tipo di utilizzo del dispositivo (maggiore quando il tempo di schermo era solo televisione/film rispetto a una combinazione di attività di utilizzo dello schermo). 

Come in tutte le meta analisi esistono alcune limitazioni, come il concentrarsi di molti studi solo sulla durata del tempo di schermo, senza considerare il contenuto (ad esempio, educativo) e il contesto (ad esempio, la covisione) e sul ruolo dei fattori socio-demografici (ad esempio, reddito familiare, razza/etnia).

I risultati di questa meta-analisi indicano che solo una minoranza di bambini di 5 anni e più giovani soddisfa le linee guida sul tempo di schermo. Questo evidenzia la necessità prioritaria di fornire supporto e risorse alle famiglie per adattare al meglio le raccomandazioni basate sull’evidenza alla loro  routine quotidiana  In questo i pediatri di famiglia giocano un ruolo importante. I pediatri dovrebbero chiedere informazioni sull’uso dei media in famiglia e parlare dell’importanza delle attività offline che favoriscono la crescita, come la lettura, il gioco, l’attività fisica, il movimento e l’interazione sociale, iniziando queste conversazioni all’inizio della cura del bambino, perché è probabile che le cattive abitudini di utilizzo dello schermo formatesi nei bambini piccoli vengano mantenute nel tempo

Pier Luigi Tucci

 

Global Prevalence of Meeting Screen Time Guidelines Among Children 5 Years and Younger. A Systematic Review and Meta-analysis

Brae Anne McArthur, et al.

Published Online: February 14, 2022. doi:10.1001/jamapediatrics.2021.6386