La pratica del lavaggio nasale.

a cura di Angela Pasinato, Pediatra di famiglia, Vicenza

Il lavaggio nasale è usato sia nelle malattie acute e che in quelle allergiche, ma ancora poco si conosce su come e quando venga usato dei pediatri italiani. Due anni fa SICuPP ha promosso uno studio per conoscere, attraverso un questionario, il punto di vista e l’esperienza del pediatra sul lavaggio nasale e, grazie alla partecipazione di numerose colleghe e colleghi, siamo riusciti a concludere la ricerca  e pubblicare i dati.
Il questionario  elaborato da SICuPP in collaborazione con la Professoressa Paola Marchisio e coll., Università di Milano è stato compilato da 870 pediatri.
I dati sono molto interessanti e soprattutto documentano per la prima volta ”l’attitudine prescrittiva” dei pediatri italiani sul lavaggio nasale. Ne è emerso una uniformità di prescrizione, poiché quasi tutti lo usano, ma una difformità sulle modalità di utilizzo e una scarsa chiarezza su come consigliarlo. Questo suggerisce l’importanza di una corretta formazione ed informazione su questo tema.  
Un lavaggio nasale ben fatto è quando irrorando una narice l’acqua riesce a compiere il giro completo delle coane uscendo dall’altra narice. Il getto deve essere diretto verso l’orecchio ipsilaterale, cioè verso la parte esterna della narice.
Ovviamente la posizione cambia a seconda dell’età ma la quantità di acqua è solo modestamente diversa a seconda dell’età, necessitando per ogni lavaggio di almeno 5 ml (solo un pediatra su tre consiglia questo).  
Isotonica o ipertonica: solo l’8% consiglia la soluzione ipertonica, anche se questa si dimostra più efficace nelle prime fasi della malattia acuta.
3 pediatri su 4 decantano gli effetti benefici del lavaggio, ma ritengono che solo metà dei genitori lo pratichi senza problemi.
Più in dettaglio l’analisi dello studio pubblicato sull  ” Italian Journal of Pediatrics”.

 

ATTITUDINI PRESCRITTIVE DEI PEDIATRI ITALIANI CIRCA IL LAVAGGIO NASALE NEI BAMBINI IN ETÀ PRESCOLARE.

Nasal saline irrigation in preschool children: a survey of attitudes and prescribing habits of primary care pediatricians working in northern Italy.  Marchisio et al. Italian Journal of Pediatrics 2014, 40:47

OBIETTIVO (con tipo studio)
Studio di popolazione( survey cross – sectional) sull’uso del lavaggio nasale (NSI, Nasal Saline Irrigation) da parte di una popolazione di pediatri del Nord Italia.

METODO

Popolazione

870 pediatri del Nord Italia hanno ricevuto un questionario in modo che vi fosse una equa percentuale di pediatri delle diverse regioni( Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna).
Il questionario era anonimo.

Esposizione Compilazione del questionario.
Le domande erano 17 a risposta multipla, divise in due sezioni principali: una demografica, con genere, anno di nascita, anno di laurea e di specialità, e una riguardante le attitudini prescrittive dei pediatri sull’uso del lavaggio nasale in bambini in età prescolare.
Outcome/Esiti 860 su 870 questionari sono stati compilati per intero.
Le risposte richiedevano circa 10 minuti.
Tempo I questionari sono stati raccolti tra il 10 gennaio 2012 e il 31 marzo 2013.

 

RISULTATI PRINCIPALI

860 questionari sono stati completi di tutte le risposte(98,8%).
Il 99,9% dei pediatri, che hanno risposto, usa il lavaggio nasale, seppure con differenze nella frequenza.
Il 60,3% lo usa come terapia e/o profilassi, da 2-3 volte al di a 2-3 volte alla settimana.
La soluzione salina isotonica è usata dall’87% dei pediatri, la ipertonica dal 7,8%.
Lo spray nasale è usato dal 67,7%, la fiala dal 20,6%.
Sulla quantità da irrigare di volta in volta, il 28,2% irrora con una quantità tra 5-20 ml, il 23% secondo l’età e il 20,7% con una dose < a 2,5ml.
Il 75,6% dei pediatri convince i genitori spiegando loro gli effetti benefici del lavaggio come miglioramento della respirazione, riduzione delle complicanze batteriche delle infezioni virali, riduzione della durata della malattia virale, ma
il 55,1% dei genitori sembrano dimostrare difficoltà di somministrazione.
Le istruzioni date erano verbali nel 54,5% dei casi, esempio pratico nel 33,2% dei casi, istruzione scritta nel 10,4% dei casi.
Su come somministrare la soluzione salina, il 33% non dava alcuna istruzione, il 29,4% consigliava di rivolgere il getto verso l’orecchio ipsilaterale, cioè verso la parte esterna della narice, il 23,6% consigliava di rivolgere il flusso verso l’orecchio controlaterale, cioè verso il setto nasale.
Per quanto riguarda la parte demografica, i pediatri < 50 anni prescrivono di più il NSI(p<0.01) e i pediatri di sesso femminile di più di quelli di sesso maschile(p<0.01). CONCLUSIONI

Nel Nord Italia la maggior parte dei pediatri delle cure primarie prescrive il NSI sia come profilassi sia come terapia per le infezioni delle vie respiratorie superiori nei bambini in età prescolare.
Tuttavia molti aspetti della procedura ancora non sono ben chiari a tutti i prescrittori e questo può essere la causa della scarsa compliance dei genitori.
Dati i benefici economici e medici del NSI, si dovrebbero chiarire quanto prima questi aspetti procedurali e promuovere una corretta formazione ed informazione.

RINGRAZIAMENTI

Ringraziamo tutti i pediatri che con la  compilazione del questionario, hanno contribuito concretamente alla realizzazione di questo articolo, a conoscere e documentare il punto di vista e l’esperienza  dei pediatri su una tecnica largamente utilizzata nella gestione quotidiana delle infezioni delle alte vie aeree soprattutto nei bambini più piccoli. E questo conferma la capacità  dei Pediatri di Famiglia Italiani di fare ricerca, di  raccogliere e  produrre dati di interesse per la comunità scientifica e soprattutto per il miglioramento continuo della qualità della  nostra attività professionale e assistenziale.