La pandemia e i disturbi del comportamento alimentare negli adolescenti

E’ proprio vero che il COVID ha cambiato il mondo! Col tempo parleremo di epoca pre-COVID e post-COVID, un nuovo modo di contare gli anni (ante-COVID, a.C. e dopo-COVID, d.C.) senza voler sembrare sacrileghi…).

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), in particolare anoressia nervosa e bulimia, hanno una maggiore frequenza e rilevanza clinica nell’adolescenza e in età giovanile, con notevole impatto per la salute e aggravio per le strutture sanitarie. La recente pandemia ha colpito la salute mentale di tutti ed in particolare degli adolescenti, con aumentata prevalenza di ansia, depressione e comportamenti compulsivi che si sono sovrapposti ad una situazione di equilibrio psico-emotivo spesso precario.

Gli accessi ambulatoriali ed ospedalieri per disturbi del comportamento alimentare in adolescenza erano già in costante aumento prima dell’inizio della pandemia e rappresentavano una sfida poco sostenibile per le strutture americane loro dedicate. Lo studio che riportiamo indica chiaramente che durante il primo anno di COVID (2020) si è assistito ad un marcato aumento degli accessi ospedalieri e ambulatoriali, con nuove diagnosi di DCA, in particolare per i nuovi accessi ambulatoriali (vedi Figura tratta dallo studio).

Questo fenomeno si è mitigato solo in parte nel secondo anno (2021), pur rimanendo al di sopra dei livelli pre-pandemici.

Ciò può essere imputabile parzialmente al temporaneo blocco degli accessi alle strutture mediche dovuto al lockdown. Tuttavia gli Autori sottolineano una forte preoccupazione circa la compliance del sistema di gestione e cura, già sottodimensionato rispetto alle necessità pre-pandemiche, per questo aumento di richiesta che potrebbe protrarsi per anni. Si ricorda che la diagnosi e cura dei DCA presuppone una stretta collaborazione tra specialisti clinici, nutrizionisti e neurologi, preparati a lavorare in equipe per affrontare al meglio queste patologie e quindi risorse preziose e limitate.

 

E in Italia?

Una survey online condotta dai Centri Italiani per DCA ha confermato un peggioramento dei sintomi di anoressia e bulimia durante il confinamento dovuto alla pandemia e nei mesi successivi associato ad un deterioramento dello stato psicopatologico generale del soggetto (Monteleone AM et al. J Affect Disord 2021).

Un recente censimento dei Centri Italiani dedicati alla cura dei DCA effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità per conto del Ministero della Salute (progetto MA.NU.AL) ha documentato che sono in carico ai Centri oltre 8000 pazienti al 31/12/2021, di cui oltre la metà ha effettuato una prima visita nell’ultimo anno. Il 59% dei pazienti hanno un’età compresa tra 13 e 25 anni, un 6% ha meno di 12 anni.

Sembrerebbe quindi di poter concludere che anche da noi il COVID sembra avere un impatto sui DCA, sia come frequenza che come gravità dei sintomi. Come Pediatri innamorati dell’adolescenza ci sentiamo in primo piano anche in questa tematica.

Paolo Brambilla

 

Association of the COVID-19 pandemic with adolescent and young adult eating disorder care volume.

Hartman-Munick SM et al.

JAMA Pediatr. Published online November 7, 2022. DOI: 10.1001/jamapediatrics.2022.4346