Il mappamondo della plastica

Se guardate questo mappamondo con le nazioni o parte di esse con diverse gradazioni di colore, e tutte quelle palline colorate in azzurro di varie dimensioni, al confine tra terra e mare, a cosa pensate?

Se avete pensato alla produzione, utilizzo, destino di materiale in plastica siete stati molto bravi!
Infatti non tutti sanno che una parte sostanziale dei detriti di plastica presenti in mare proviene dall’entroterra, i che fiumi costituiscono le principali vie di trasporto.

Secondo l’Unep (United Nations Environment Programme) almeno l’80% della plastica che si trova nei mari è il risultato di una scarsa o insufficiente gestione dei rifiuti a terra, dovuta in particolare ad una limitata capacità di riusare e/o riciclare i materiali plastici.
L’Unep individua tra le principali cause:

  • le discariche illegali di rifiuti domestici e industriali e quelle legali mal gestite;
  • lo scarso trattamento delle acque reflue e gli sversamenti di acque reflue;
  • le cattive abitudini da parte delle persone che utilizzano le spiagge a fini ricreativi o per pesca sportiva;
  • l’attività industriale, in particolare le industrie con processi che coinvolgono materiali plastici;
  • i trasporti;
  • le attività legate alla pesca;
  • i contenitori per i rifiuti non adeguatamente coperti e le strutture per il contenimento dei rifiuti non chiuse ermeticamente;
  • i rifiuti abbandonati al suolo che gli agenti atmosferici (pioggia o neve o vento) trasportano nei corsi d’acqua.

Uno studio del 2017 e realizzato da ricercatori tedeschi ha individuato 10 i fiumi più importanti per il trasporto in mare di rifiuti plastici, responsabili del 90% circa della spazzatura di plastica presente nei mari.

Lo studio in questione è basato sull’analisi di campioni di plastica e sull’analisi di una raccolta globale di informazioni sui detriti di varie dimensioni presenti nella colonna d’acqua, sia frammenti microplastici (particelle <5 mm) che macroplastici (particelle >5 mm), combinata con informazioni inerenti il sistema di gestione dei rifiuti nelle zone interessate.

Il fiume Yangtze, in Cina, è stato indicato come il maggior “trasportatore” di rifiuti. L’Indonesia, invece, è risultata uno dei principali contribuenti del continente asiatico, con quattro fiumi giavanesi che destano particolare preoccupazione, si tratta dei fiumi Brantas, Solo, Serayu e Progo, che trasportano rispettivamente 38.900 (range 32.300-63.700), 32.500 (range 26.500-54.100), 17.100 (range 13.300-29.900) e 12.800 (range 9.800-22.900) tonnellate di plastica all’anno.

Per quanto riguarda invece i corsi d’acqua europei, gli studi esistenti evidenziano che il Danubio, ogni anno, trasporta nel Mar Nero da 530 a 1500 tonnellate di plastica, mentre attraverso il fiume Reno finiscono, ogni anno, nel Mare del Nord da 20 a 21 tonnellate di plastiche.

La situazione per la presenza di plastica e microplastica nel fiume Po non è critica. Le azioni che hanno portato a questo risultato sono state l’incremento dei depuratori e della raccolta differenziata dei rifiuti. Le analisi effettuate nell’ambito del progetto Manta river project hannp definito la provenienza della plastica rinvenuta come segue: 25% materiale di imballaggio di origine industriale, 11% sorgenti civili, 64% scarichi di depuratori e agricoltura

Pier Luigi Tucci