Ci è sembrato utile, per aggiungere un altro tassello scientifico alla necessità di limitare l‘utilizzo sconsiderato dei device in età pediatrica, riportarvi questo articolo che non ha bisogno di molti commenti.
Dal momento in cui, l’11 Marzo 2020, l’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia per Covid-19, si è verificata a livello mondiale una riduzione massiva di accessi pediatrici ai PS. Ciò è da correlare sia alla riduzione di altre infezioni virali stagionali dati l’isolamento e le misure di distanziamento sociale, che alla preoccupazione dei genitori di esporre a rischio i bambini portandoli in ospedale (ritardando diagnosi di malattie acute severe da trattare). Le conseguenze del lockdown, come l’isolamento e problemi economici, hanno causato diversi cambiamenti psico-sociali ed è stato osservato un aumento di disturbi mentali nella popolazione pediatrica come ansia, depressione, attacchi di panico. Bambini e adolescenti hanno subito la pressione della nuova situazione (istruzione a distanza, possibilità limitata di giocare in spazi all’aperto, disordini del sonno) e, come conseguenza, è aumentato l’utilizzo dei device come TV, cellulari, tablet, computer e video giochi.
Sono stati studiati gli accessi di 57 bambini di età compresa tra 4 e 14 anni al Pronto Soccorso (PS) dell’ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli, fatti per convulsioni durante il lockdown in Italia, confrontandoli con quelli dello stesso periodo del 2019, e la relazione con alcuni cambiamenti negli stili di vita.
Parallelamente ad una riduzione di accessi al PS, è stato registrato un aumento di accessi per convulsioni nel periodo studiato rispetto all’anno precedente, confermando che i cambiamenti negli stili di vita, incluso il tempo trascorso con i device (aumentato in tutto il campione studiato) e i cambiamenti del sonno, possono avere favorito l’insorgenza delle convulsioni. Bambini che hanno utilizzato i device per più ore hanno avuto un tempo di latenza più breve rispetto alla manifestazione della convulsione mentre 11 bambini hanno avuto una convulsione durante l’utilizzo. Non è stata notata una differenza di genere e solo 2 pazienti presentavano una fotosensibilità.
Gli autori non confermano una correlazione certa tra uso dei device e convulsioni ma ritengono che restrizioni sociali, aumento dell’uso dei device, disturbi del sonno/alterata qualità del sonno, stress emotivo, potrebbero aver facilitato fattori scatenanti per le convulsioni. Come raccomandato dall’American Academy of Pediatrics, sottolineano la forte necessità di informare le famiglie sulle modalità di utilizzo degli schermi a seconda dell’età dei bambini. E’ noto infatti che l’abuso dei media e degli schermi porta anche al rischio di obesità, sedentarietà, problemi del sonno, cyberbullismo e disturbi comportamentali, oramai ampiamente dimostrati
Concludendo? Dobbiamo trovare una strada percorribile perché la conoscenza diventi azione, per affrontare questo tema così permeante e condizionante questo periodo storico, la nostra società e il nostro ruolo professionale. E non da soli.
A cura di Monica Pierattelli, pediatra di famiglia e Cristina Taddei, Fisioterapista specialista in Area Pediatrica – Firenze
“Il lockdown per COVID-19 è correlato ad un aumento di accessi per convulsioni al pronto soccorso? Un’analisi osservazionale di una coorte pediatrica nel sud Italia”
. F.Palladino, E.Merolla et a
lNeurological Sciences (2020) 41:3475–3483.
