Elettrosmog. 10 consigli utili per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici in ambienti indoor

Pier Luigi Tucci

di Pier Luigi Tucci

In quest’ottica, la Società Italiana di Medicina Ambientale ha redatto un decalogo in cui vengono elencate alcune misure e comportamenti pratici che i cittadini possono decidere di adottare ai fini della riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici non ionizzanti.

Va precisato che si tratta solo di consigli, che non si basano assolutamente sulla comprovata pericolosità dei CEM ai livelli che si riscontrano nella vita di tutti i giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha incluso l’elettrosmog tra le quattro principali emergenze del Pianeta.

La massiccia diffusione delle tecnologie elettriche, elettroniche e delle telecomunicazioni, così come il rapido aumento, soprattutto da parte di bambini e adolescenti, del numero di utilizzatori di tali tecnologie, ha dato origine a più alti livelli cumulativi di tempo di esposizione. Pertanto, l’esposizione all’elettrosmog non andrebbe sottovalutata e, nonostante sia impossibile evitarla, si può provare a ridurla in ambienti indoor.

Malgrado i numerosi studi condotti, la ricerca scientifica non è ancora in grado di dare assicurazioni assolute circa l’impatto sulla salute delle emissioni elettromagnetiche ai livelli che si possono incontrare negli ambienti di vita. Ci muoviamo quindi nell’ottica di un approccio precauzionale al fine di mantenere le esposizioni ai più bassi livelli possibili.

Vedi il decalogo.