Come (ab)usare un test rapido per l’antigene COVID-19 con le bevande analcoliche?

Per chi di noi ha fatto l’ufficiale medico, una delle lezioni seguite più curiose riguardava tutti gli artifizi messi in atto dai soldati in guerra per fingere o procurarsi malattie e infortuni che li allontanassero dal fronte, così come ricordo ai tempi della scuola le febbri invernali dopo contatti del termometro con i caloriferi o con l’acqua calda per saltare un compito o una interrogazione. Ma qualcosa del genere può capitare nell’utilizzo dei test diagnostici rapidi per la ricerca di antigeni virali della SARS-CoV-2 in un campione orofaringeo o nasofaringeo o in un campione di saliva di un individuo infetto? Sappiamo che i test basati sulla PCR rimangano il gold standard, così come che i test rapidi, che forniscono risultati entro 10-15 minuti, sono spesso utilizzati come surrogato per rilevare il virus attivo, e che con una specificità e una sensibilità ragionevolmente buone, li hanno portati all’autotest nelle scuole, negli uffici e nelle università dell’Unione Europea (UE).  Quando l’antigene bersaglio è presente in concentrazione sufficiente, l’antigene si lega agli anticorpi specifici rivestiti su una membrana di nitrocellulosa nella cassetta del test e produce un segnale visivamente rilevabile. Ma esistono potenziali modi per confondere un test COVID-19 a flusso laterale positivo, metodi fraudolenti per ottenere l’astinenza educativa che possano facilmente portare a un uso improprio dei test rapidi dell’antigene COVID-19 e quindi a falsi risultati positivi?

Quando questi falsi positivi vengono poi testati con la PCR, si rivelano veri e propri negativi.

In questo è stato studiato se le bibite, le bevande alcoliche e le sostanze chimiche scientifiche di laboratorio (acido acetico, Sterilium, alcol assoluto) possono causare la comparsa di una linea rossa positiva del test. Sono state testate varie bibite e bevande alcoliche, compresa l’acqua frizzante, direttamente sulla cassetta per test a flusso laterale Abott Panbio COVID-19 Ag per determinare se potessero confondere un risultato positivo del test. Il risultato osservato è che tutte le bevande analcoliche (Coca-Cola, Coca-Cola Zero, Fanta-Orange, Orange soft drink), le bevande energetiche (Red Bull), le bevande alcoliche (vodka, whisky e brandy), l’acqua minerale imbottigliata in commercio e l’acqua minerale gassata provocavano la comparsa di una linea rossa del test (Figura 1).

Quando invece si mescolano volumi uguali del tampone e delle rispettive bevande, non compaiono linee di test falso-positive (Figura 2).

I test con sostanze chimiche, tra cui acido acetico, Sterilium e alcol assoluto, non hanno dato luogo alla comparsa di una linea rossa positiva.

Come spiegare questi risultati? Forse un’alterazione del pH in queste soluzioni, che potrebbe modulare la funzione degli anticorpi rivestiti nella linea del test. In quanto un pH ottimale, stabilizzato dal tampone fornito, deve essere fondamentale per una vera positività? Queste falle metodologiche confermano da un lato che metodi ingannevoli possano facilmente portare a un uso improprio dei test rapidi per l’antigene COVID-19 e a risultati falsi positivi, e dall’altro non dimostrano che questi test siano inaffidabili se eseguiti correttamente.

Pier Luigi Tucci


How to (ab)use a COVID-19 antigen rapid test with soft drinks?

Thirumalaisamy P Velavan, et al.

https://doi.org/10.1016/j.ijid.2021.08.023