Associazione tra la precoce introduzione delle arachidi e la prevalenza dell’allergia alle arachidi nei neonati in Australia

Studi clinici randomizzati avevano dimostrato che l’introduzione precoce delle arachidi all’età di 11 mesi può prevenire l’allergia alle arachidi in popolazioni selezionate ad alto rischio.  Ciò ha portato a cambiamenti nelle linee guida australiane sull’alimentazione infantile dal 2016 per raccomandare l’introduzione precoce delle arachidi prima dei 12 mesi di età per tutti i bambini per ridurre il rischio di allergia alle arachidi, sebbene le linee guida statunitensi inizialmente limitassero le raccomandazioni solo ai bambini ad alto rischio. Questo ha rappresentato un cambiamento importante rispetto alle linee guida degli anni ’90 che raccomandavano di evitare cibi allergenici fino all’età di 1-3 anni. Ad oggi sono state pubblicate almeno 23 linee guida separate riguardanti la prevenzione dell’allergia alle arachidi o all’allergia alimentare in generale E sebbene dal 2008 ci fossero prove crescenti che ritardare gli alimenti allergenici fosse associato a un aumento del rischio di allergie alimentari e che quindi l’evitare la loro introduzione non fosse più raccomandato, la maggior parte dei genitori australiani dal 2007 al 2011 ha evitato di nutrire i propri bambini con prodotti a base di arachidi prima di 1 anno.  C’è stato un aumento dell’alimentazione infantile di prodotti a base di arachidi in Australia dopo l’introduzione delle linee guida del 2016: in 2 studi basati sulla popolazione condotti dal 2007 al 2011 e dal 2018 al 2019, l’introduzione dell’arachide nel primo anno di vita è aumentata dal 28% all’89%. 

Ma questo cambiamento ha modificato la prevalenza nella popolazione pediatrica dell’allergia alle arachidi? Lo scopo del presente studio era di misurare il cambiamento nella prevalenza dell’allergia alle arachidi utilizzando 2 coorti, sia nella popolazione generale che in sottogruppi predeterminati di neonati ad alto rischio, ipotizzando che si sarebbe osservata una diminuzione della prevalenza dell’allergia alle arachidi a causa dello spostamento verso l’introduzione precoce delle arachidi.  Gli autori hanno sfruttato questa straordinaria opportunità per il loro studio perché avevano precedentemente condotto studi dettagliati sulla prevalenza dell’allergia alle arachidi in un momento in cui i bambini di solito non venivano nutriti con arachidi nel primo anno di vita, potendo quindi riportare  risultati di 2 campioni trasversali basati sulla popolazione in Australia che sono stati utilizzati per valutare la prevalenza dell’allergia alle arachidi prima e dopo l’introduzione delle nuove linee guida australiane sull’alimentazione infantile,

Sono stati reclutati 1933 bambini nel 2018-2019 (età mediana 12,5 mesi) utilizzando gli stessi metodi di campionamento utilizzati nel loro studio 2007-2011 (5276; età mediana, 12,4 mesi), e raccolti dati sulle caratteristiche demografiche, sui fattori di rischio di allergia alimentare, sull’introduzione delle arachidi e sulle reazioni. Inoltre, i bambini sono stati sottoposti al prick test cutaneo per l’allergia alle arachidi a 12 mesi di età e, se i risultati erano positivi, sono stati sottoposti a un challenge alimentare orale. L’arachide è stata introdotta nel primo anno molto più spesso nel campione 2018-2019 rispetto al campione 2007-2011 (85,6% vs 21,6%), ma non vi era alcuna differenza significativa nella prevalenza dell’allergia alle arachidi nella coorte successiva rispetto a quella precedente (2,6% vs 3,1%). In entrambi i campioni, non c’era complessivamente alcuna associazione significativa tra l’età di introduzione delle arachidi e lo sviluppo dell’allergia alle arachidi; tuttavia, tra i bambini di origine australiana (ma non di origine asiatica orientale) nel campione 2018-2019 l’introduzione delle arachidi nella prima infanzia era associata a un rischio inferiore di allergia alle arachidi rispetto all’introduzione a 12 mesi o più.

Questo studio osservazionale non è riuscito quindi a dimostrare la generalizzabilità delle linee guida basate sull’evidenza degli studi clinici nel contesto basato sulla popolazione, o perché tali risultati non siano realmente applicabili alla popolazione generale, o perché i benefici dell’introduzione precoce sono specifici per i bambini ad alto rischio o perché il beneficio richiede l’ingestione costante di alte dosi di arachidi. Anche cambiamenti demografici significativi nelle popolazioni di studio confrontate (il gruppo 2018-2019 ad es. includeva una percentuale più alta di partecipanti con una storia familiare di allergia alimentare, eczema segnalato dai genitori e ascendenza dell’Asia orientale, che sono stati tutti associati ad un aumentato rischio di allergia alimentare, così come la differenza significativa nella prevalenza dell’allergia alle arachidi tra i bambini di origine australiana nella coorte) possono giocare un loro ruolo. Anche un aumento dei fattori di rischio ambientale ( Il microbioma intestinale materno, la carenza di vitamina D e l’esposizione microbica nella prima infanzia,…) potenzialmente interagenti con la suscettibilità genetica, potrebbe aver mascherato l’associazione protettiva con la precedente introduzione delle arachidi. 

Questo  studio è stato difficile da realizzare e questi dati rappresentano l’unica valutazione dell’introduzione precoce delle arachidi in un contesto basato sulla popolazione. Sono stati condotti altri studi clinici, ma quando si tratta di un’implementazione diffusa di una nuova linea guida gli studi non hanno avuto la capacità di studiare la prevalenza, ma hanno piuttosto utilizzato sondaggi per valutare la consapevolezza e l’attuazione delle linee guida, segnalando in particolare gli ostacoli segnalati all’implementazione sia da parte dei medici che da parte dei genitori.

Questo studio dimostra chiaramente che sono possibili cambiamenti a livello di popolazione nella pratica dell’alimentazione infantile, anche se non è automatico allargare i risultati australiani ad altri contesti, così come evidenzia che una raccomandazione generale per l’introduzione precoce delle arachidi, anche se ampiamente adottata, potrebbe non portare a un cambiamento nella prevalenza dell’allergia alle arachidi. Ciò suggerisce che altri fattori ambientali potrebbero dover essere modificati per influenzare la prevalenza dell’allergia alle arachidi, o che sia necessario che le dosi e l frequenza della arachidi introdotte siano superiori. Tuttavia, nel frattempo, dato il potenziale beneficio e il basso rischio di danno,  il raccomandare l’introduzione precoce delle arachidi per i bambini mantiene il suo valore.

Pier Luigi Tucci

 

Association Between Earlier Introduction of Peanut and Prevalence of Peanut Allergy in Infants in Australia

Victoria X. Soriano, et al.

JAMA. 2022;328(1):48-56. doi:10.1001/jama.2022.9224

 

Can Peanut Allergy Prevention Be Translated to the Pediatric Population?

Jennifer Dantzer, t al.

JAMA. 2022;328(1):25-26. doi:10.1001/jama.2022.6263