C’è una differenza nella composizione degli anticorpi del latte umano e nella loro attività neutralizzante tra i genitori in allattamento con infezione da COVID-19 e quelli con vaccinazione con RNA messaggero COVID-19?
Sappiamo ancora molto poco sull’ effetto di COVID-19 sulla composizione del latte umano. È rassicurante intanto che la SARS-CoV-2 sia raramente rilevabile nei campioni di latte umano, il che indica che è improbabile che il latte umano rappresenti un rischio di trasmissione ai neonati che lo ricevono. Inoltre, il COVID-19 determina una significativa secrezione di anticorpi anti-SARS-CoV-2 nel latte umano, come evidenziato da studi su piccole popolazioni, con una marcata risposta IgA nel latte umano verso il dominio di legame del recettore della SARS-CoV-2 (RBD) e/o alle proteine spike.1, mentre le IgG e le IgM anti-SARS-CoV-2 sono rilevate anch’ esse nel latte umano dopo l’infezione, ma in misura minore.
Nei pochissimi studi che hanno esaminato la risposta anticorpale del latte umano in seguito alla vaccinazione con mRNA si evidenzia che tale vaccinazione induce la secrezione di IgA, IgG e IgM specifiche nel latte umano, e generalmente confermano che, in contrasto con la malattia COVID-19, la risposta del latte umano alla vaccinazione è IgG dominante, con le IgA che compaiono circa 2 settimane dopo la prima dose, senza aumentare dopo la seconda dose. Le concentrazioni di anticorpi IgG invece continuano ad aumentare dopo la seconda dose e sono più stabili nel tempo, con il 97% dei genitori in allattamento che mostrano IgG anti-SARS-CoV-2 rilevabili nel latte umano fino a 6 settimane dopo la seconda dose.
Per rispondere alla domanda iniziale è stato effettuato uno studio di coorte su un campione di 47 genitori in allattamento con infezione e 30 genitori in allattamento vaccinati. Essendosi svolto negli USA i vaccini presi in esame sono stati lo Pfizer-BioNTech (BNT162b2) e il Moderna (mRNA-1273) che utilizzano l’RNA messaggero (mRNA) della proteina spike della SARS-CoV-2, e che dal CDC erano stati raccomandati ai genitori in gravidanza e in allattamento. Sono stati confrontati il modello temporale e l’attività di neutralizzazione degli anticorpi anti-SARS-CoV-2 nel latte umano dopo l’infezione naturale da COVID-19 e la vaccinazione con mRNA della SARS-CoV-2. E’ stata inoltre valutata la capacità del latte umano di neutralizzare il virus wild-type vivo di ciascun gruppo: i livelli di anticorpi da soli potrebbero infatti non essere un buon indicatore di protezione e i test di neutralizzazione dal vivo non sempre corrispondono ai risultati dei test di pseudo-neutralizzazione. In uno studio per esempio, il 94% dei campioni di latte umano di genitori in allattamento che si sono ripresi dal COVID-19 ha mostrato un’attività di pseudo-neutralizzazione, mentre solo il 18% ha mostrato un’attività di neutralizzazione contro il virus wild-type.
Il confronto tra la risposta temporale delle IgA e IgG nel latte umano e l’attività di microneutralizzazione contro la SARS-CoV-2 tra genitori in allattamento con infezione e genitori in allattamento vaccinati è stata valutata fino a 90 giorni dopo l’infezione o la vaccinazione.
E’ stata studiata una coorte osservazionale di genitori in allattamento con infezione con campioni di latte umano raccolti a giorni 0 (entro 14 giorni dalla diagnosi), 3, 7, 10, 28 e 90, mentre nella coorte osservazionale di genitori in allattamento vaccinati il latte umano veniva raccolto prima della vaccinazione, 18 giorni dopo la prima dose, e 18 e 90 giorni dopo la seconda dose.
Dei 77 individui esaminati, 47 (61,0%) erano nel gruppo dell’infezione (età media 29,9 anni), e 30 (39,0%) erano nel gruppo dei vaccinati (età media 33,0). L’età media dei neonati nel gruppo dell’infezione e dei vaccinati era 3,1 mesi e 7,5 mesi, rispettivamente (P < .001).
L’infezione è stata associata a una risposta anticorpale IgA e IgG specifiche per il latte umano variabile nel tempo, con tendenza all’aumento e tendenza al livello (73% dei partecipanti) e bassa/nessuna risposta nel 27% dei partecipanti. L’infezione era associata a una risposta IgA robusta e rapida nel latte umano che era stabile fino a 90 giorni dopo la diagnosi.
La vaccinazione è stata associata a una risposta IgG-dominante più uniforme con concentrazioni che aumentavano dopo ogni dose di vaccino e iniziavano a diminuire entro 90 giorni dalla seconda dose. La vaccinazione è stata associata a un aumento delle IgA del latte umano solo dopo la prima dose.
Il latte di entrambi i gruppi ha mostrato un’attività di neutralizzazione contro il virus vivo SARS-CoV-2, che può essere attribuita agli anticorpi IgA e IgG SARS-CoV-2. Sia le frazioni IgA che quelle non IgA (contenenti IgG) del latte umano sia dei partecipanti con infezione che di quelli vaccinati hanno mostrato attività di microneutralizzazione contro la SARS-CoV-2. L’attività di microneutralizzazione è aumentata nel tempo solo nel gruppo del vaccino, ma era più alta nel gruppo dell’infezione al 28° giorno verso il gruppo dei vaccinati ( latte raccolto dopo la prima dose).
Ciò significa che l’infezione da COVID-19 e la vaccinazione possono produrre anticorpi significativi nel latte umano che presentano modelli temporali diversi, ma entrambi neutralizzano il virus vivo SARS-CoV-2.
In conclusione questo studio di coorte su un campione di genitori in allattamento evidenzia diverse cinetiche e concentrazioni di anticorpi anti-SARS-CoV-2 nel latte umano tra genitori in allattamento con infezione e genitori in allattamento vaccinati. L’infezione ha portato a una risposta IgA relativamente universale, rapida e duratura, rispetto a una risposta IgG più variabile. Al contrario, la vaccinazione provoca una risposta IgA del latte umano inizialmente più bassa che aumenta dopo la prima dose di vaccino e poi diminuisce dopo la seconda dose. Al contrario, la risposta IgG del latte umano alla vaccinazione era uniformemente più grande e più stabile rispetto ai genitori in allattamento con infezione. La risposta anticorpale differente tra l’infezione e la vaccinazione è in qualche modo prevedibile, poiché ci si aspetta che l’esposizione mucosale susciti una risposta IgA, mentre la vaccinazione sistemica indurrebbe preferenzialmente una risposta IgG.
Il latte umano ha mostrato un’attività neutralizzante in entrambi i gruppi di infezione e vaccinati, con un’attività leggermente superiore nel gruppo di infezione. L’attività neutralizzante può essere probabilmente attribuita sia alle IgA che alle IgG. I dati di questo studio sono i primi a dimostrare una attività di neutralizzazione nel latte umano postvaccinazione, così come evidenziano che l’80% dei campioni mostra un’attività di neutralizzazione 28 giorni dopo l’infezione e il 100% a 90 giorni dopo l’infezione.
Tutto ciò conferma un beneficio clinico per i neonati che ricevono latte umano sia da genitori con infezione da COVID-19 sia da genitori che sono vaccinati.
Pier Luigi Tucci
Association of Human Milk Antibody Induction, Persistence, and Neutralizing Capacity With SARS-CoV-2 Infection vs mRNA Vaccination
Bridget E. Young,; et al.
JAMA Pediatr. Published online November 10, 2021. doi:10.1001/jamapediatrics.2021.4897
