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Teresa Cazzato

 

di Teresa Cazzato


L’allattamento al seno è la pratica più antica tramandata attraverso i secoli che ha permesso la sopravvivenza dell’uomo sulla terra. Purtroppo oggi le statistiche evidenziano una diversa prevalenza di allattamento al seno nelle nostre regioni italiane, come in varie nazioni con il conseguente mancato raggiungimento del Gold Standard che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si prefigge di raggiungere entro il 2020. Questa differente prevalenza di allattamento è motivata dall’incremento di una scarsa cultura dell’allattamento come di una varia e discontinua formazione degli operatori sanitari a vari livelli. Spesso manca la consapevolezza dei benefici sia per il bambino che per la madre, a breve e a lungo termine.

 

La letteratura a proposito di allattamento al seno si arricchisce ogni giorno di evidenze scientifiche tanto da poter affermare che il latte materno non è solo specie specifico ma individuo specifico e non solo…

Nonostante tutto ci sono episodi che suscitano perplessità, stupore, sorpresa e di conseguenza dibattito. Ultimamente, sulla stampa è comparsa la notizia che a Biella, ed in particolare in un ufficio postale di questa città, una mamma è stata allontanata perché stava allattando e cambiando il figlio di tre mesi con il suggerimento di proporre in alternativa il biberon.

Comportamento questo del direttore dell’Ufficio postale che non è piaciuto alla mamma, per cui è derivata una provocazione con l’immediata presa di posizione di varie istitutuzioni e gruppi a sostegno delle madri che allattano ed anche del Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, che, con un tweet poche ore dopo, ha espresso solidarietà alla mamma pronunciando una direttiva per tutta la pubblica amministrazione perché in nessun luogo dovrebbe essere vietato l’allattamento.

A questo punto sorgono spontanee delle considerazioni: la prima è che certamente c’è una discrepanza nella società di oggi, tra quello che è il progresso, le disinibizioni, la caduta dei tabù e l’applicazione nel quotidiano con diverse forme di punti di vista; la seconda è che questi episodi sono discriminanti ai fini della libertà della persona e non solo, discriminanti ai fini di una pratica che vuol dire salute per madre e bambino; terza riflessione riguardante la risposta ad episodi di questo tipo è che forse potrebbero partecipare all’aumento dell’adesione delle mamme ad allattare come le raccomandazioni internazionali OMS/Unicef recitano. Persino il pontefice, Papa Francesco, l’8 gennaio, durante il battesimo di alcuni bambini, celebrato nella cappella Sistina, ha invitato le madri a sentirsi libere di allattare al seno i piccoli che avessero fame, senza paura, con normalità come ha fatto la Madonna.

Allattare è un gesto d’amore per cui ogni donna deve sentirsi libera di offrire il proprio seno al proprio bambino, si potrebbe definire un viaggio che tutte le madri e tutti i figli dovrebbero avere il diritto di fare per porre le basi di una relazione di attaccamento e non solo!

 
Rubrica curata da:

Giuseppe Ragnatela

 

Teresa Cazzato