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Giorgio Conforti

 

A cura di Giorgio Conforti

Novita’ nel campo dei vaccini  non ce ne sono molte, nel campo delle vaccinazioni invece sì: non è un gioco di parole ma in effetti fra Piano Nazionale per la Prevenzione 2016-2018, circolare per l’influenza e l’uscita del calendario per la vita 2016 non ci sarebbe da far scelte ma parlare di tutte queste raccomandazioni.
in realtà,come spesso in Italia, le novità sono relative.

Infatti il PNV 2016( siamo quasi al 2017….) dopo impantanamenti vari è ora sulla dirittura finale. Manca “solo” che le regioni e lo stato si accordino su come ripartire le risorse che hanno inserito nei LEA quello che altro non è che il calendario vaccini per la vita 2014 emanato (due anni fa anzi quasi tre) da SItI,FIMP,SIP e FIMMG.

Tempi previsti ? Risposta incerta; tempi per l’applicazione nelle regioni “indietro” altrettanto incerti.

Anche la circolare ministeriale sull’influenza novità non ne riporta se non la composizione del vaccino aggiornato …e allora mi sembra che l’attenzione del lettore si possa concentrare sulla vera novità da raccomandare da domani nei nostri ambulatori che è il Calendario vaccini per la Vita 2016, rispondendo così a Marina che mi invita a relazionare, calendario con il suo razionale,presentato a Roma il 28 settembre dalle 4 società scientifiche firmatarie (SItI, FIMMG, SIP e FIMP) e ho pensato un po’ prima di rendervelo così.

Come cittadini non vi è mai capitato (non dite di no, non ci credo) di sentirvi rispondere a uno sportello della disumana burocrazia italica, di andare a fare una coda altrove, perché quel certificato che abbisognate e che sommessamente chiedete allo sportellista  non è “di sua competenza”?
E venendo al nostro orticello della sanità, ci siamo ben resi conto che il nostro corpo e le magagne che lo possono colpire (anche quello dei bambini, purtroppo) è ormai affidato a competenze plurime, magari eccellenti ma certamente parcellari e settoriali !

Ormai se vi fa male un ginocchio , prima fate la risonanza e poi andate da quell’ortopedico bravo ma ormai più ginocchiologo che ortopedico e se dal ginocchio sifulino il dolore si sposta  alla colonna, oddio , allora ci vuole il posturologo se non l’osteopata e un domani il colonnologo…

Esagero, certo (o forse no) ma noi pediatri di famiglia rivendichiamo il ruolo di medici del bambino in toto e a noi i super-specialisti servono se e quando, ma le nostre competenze sono e devono,senza supponenza, essere vaste quanto la nostra missio obbliga.

Con questo spirito  leggo il nuovo Calendario vaccinale per la Vita (cui ho dato un modesto contributo alla stesura), come un passo importante verso l’abbattimento degli steccati delle competenze proprie e altrui nelle quali,siamo sinceri, talvolta ci siamo adagiati.

Ecco quindi che nelle “novità” c’è una precisa raccomandazione a vaccinare la gravida ANCHE per difterite-tetano-pertosse (pertosse!) perché il neonato è nostro paziente da circa nove mesi e quindi ci deve interessare la sua salute e quella della sua mamma. Se poi quella mamma è alla seconda gravidanza avremmo già dovuto rinforzare la raccomandazione a affrontarla col pedigree vaccinale a posto specie se alla prima non lo era.

Altro steccato da abbattere (per almeno 1000 e 1 motivo, ve li elenco?) è quello proprio delle raccomandazioni all’adolescente, qui quelle vaccinali perché di quelle si parla ma questa terra di nessuno assistenziale, tanto difficile quanto appassionante sfida per noi pediatri, deve essere nostra competenza professionale non solo fino ai 14 anni ma finchè “sviluppo (completato)non ci separi” come logica vorrebbe e documenti internazionali vergano,o piu’ semplicemente e ovviamente ragazzo/a e genitori preferiscano.

Frenando la verve e limitandomi alle vaccinazioni, il calendario raccomanda l’estensione della vaccinazione antiMenB agli adolescenti, in considerazione della socializzazione tipica dell’età e delle prossime offerte vaccinali specifiche.

La barriera più illogica da abbattere è per noi quella di passare dal concetto di “raccomandatore” (a neologismi sono imbattibile) a vaccinatore, nella consapevolezza che questo salto serve ai bambini in primis e a noi in secundis.

Non se ne esce, lo sappiamo, e la Toscana,come spesso accade, fa da apripista ad altri; non necessariamente con lo stesso modello ,seguiremo la fantasia progettuale italica, qua siamo imbattibili, basta che la barra sia tenuta diritta all’obiettivo che sono le coperture.

Chi vaccinerà nei propri studi, chi negli ambulatori ASL, chi vaccinerà anche i pazienti di colleghi di AFT ma le coperture saliranno se vaccineremo, meglio,anche vaccinando direttamente.

E l’occasione ce la offre logica e progressiva la novità della vaccinazione antiinfluenzale ai bambini sani specie se sotto l’età scolare,quella più a rischio di complicazioni.

Il razionale lo ha scritto papale papale l’amico Giovanni Vitali Rosati e vi invito a leggerlo : e non siamo i soli a raccomandarla se non a farla.

Siamo in buona compagnia con i colleghi statunitensi, canadesi,inglesi,austriaci,slovacchi,finlandesi,estoni…. e ne dimentico certamente qualche dozzina ma io di geografia prendevo 10 all’esame di terza media, che colpa ho se le cartine geografiche si sono atomizzate ? Sapevo a memoria anche tutte le bandiere….ora non mi ci provo più.

La “scusa” a non raccomandare questa vaccinazione “perche l’igiene pubblica gnafa’” non è accettabile,spetta a noi proporci.

Nello specifico devo aggiungere che l’opzione del pediatra nello spettro dei vaccini antiinfluenzali disponibili deve andare sul vaccino tetravalente che contiene due virus A e due B, considerando che il virus B è più impattante (pur se in genere minoritario nella percentuale di incidenza) nelle complicazioni in età pediatrica.

Stessa (o quasi) musica per la vaccinazione antirotavirus, questa è farina del mio sacco, e vi racconto come è nata.

In un pomeriggio afoso passeggiavo in campagna, vedo un grosso albero ombroso, mi fermo sotto le sue fronde a rimestare : “Ma perché i pediatri non raccomandano granchè la vaccinazione antirotavirus ?  Paura delle invaginazioni ? Di gastroenterite alla peggio si ricovera per disidratazione,si vede che era destino, che ci vuoi fare,ma  se gli viene quella, chi gli spiega alla mamma che era evenienza rarissima, che forse sarebbe bastato un clistere se fosse andata un po’ prima in ospedale, invece gli hanno aperto la pancia….E si’ che uno analogo era stato ritirato dal commercio per lo stesso pericolo, alla faccia dei 400.000 bambini che ogni anno morivano nel mondo senza quel vaccino…”

Pensa che ti ripensa… e mi cade sulla zucca un frutto dall’albero… sarà il cozzo improvviso,sarà il soprassalto , sara’ quel che sara’ ma mi viene una idea: ma se io vaccino alla sesta settimana, come da bugiardino,non solo anticipo la protezione verso una malattia che più leggero è quel bambino più può essere possibile un ricovero,ma anche azzero praticamente il rischio di invaginazione, rischio che sale quando vien vaccinato dopo,come di norma avviene nel terzo (quarto?) mese assieme a esa e pneumo.

E (anche) in questo caso tocca al pediatra di famiglia vaccinarlo passando eventualmente al collega igienista il compito di completare la schedula con l’altra o le altre dosi.

Semplice, quasi elementare, del resto ci voleva poco e anche a sfrucugliarsi le meningi,di “perché no” non me ne sovvengono proprio.

Mi accorgo ora che ho messo già le premesse per il Calendario vaccinale per la Vita 2017 dove se decidessi io parlerei più di vaccinazioni che di vaccini, certo novità ce ne saranno ma prometto che cercherò di abbattere steccati anche nel board : a che serve raccomandare un vaccino nuovo se non ci occupiamo anche di come raccomandarlo e somministrarlo, ergo della organizzazione che sta nell’affaire in questione ? Evidenze vaccinali, necessità organizzative e di informazione, Vaccini e Vaccinazioni,insomma: vi ricorda qualcosa o,meglio, Qualcuno?

Finisco, a Marina ho promesso di consegnare il testo appena possibile, per chi vuole approfondire troverà sul web e qua sul sito SICUPP il file con schema e razionale ma il succo l’ho detto all’inizio, essere pediatri a 360° ,aumentando secondo logica le competenze; e se occuparsi di vaccini ha portato a stressare la cosa per estenderla ad altri aspetti dell’assistenza a bambini, bèh, tanti anni di impegno con i colleghi e amici (veramente amici, chi c’è e chi non c’è piu’) della rete vaccini FIMP son serviti,a me senz’altro.

Giorgio Conforti

Pediatra di famiglia che lavora a Genova
Ps : ah, il “frutto” cadutomi sulla zucca  NON era una mela,mica son un genio…


 
Rubrica curata da:

Giuseppe Ragnatela

 

Teresa Cazzato