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Nil Filatow

Richard E Shope

Nel panorama della storia dell’influenza vorrei proporre due osservazioni che mi sembrano quanto mai importanti e che rendono merito  alle intuizioni di due medici del passato.

Il primo di essi è Nil Filatow, pediatra russo di fama imperitura, (se non altro per la “maschera” scarlattinosa da lui descritta). Il  Filatow, nel suo Compendio di pediatria (edizione italiana del 1907) parlando della “grippe”, uno degli appellativi più comuni dell’influenza, asseriva che: “Il nome di grippe è adoperato dai medici pratici per caratterizzare due malattie epidemiche, le quali, sebbene l’una assomigli all’altra sotto diversi rapporti, pure non sono identiche tanto nel senso epidemico quanto nel senso clinico”.

La prima, colpisce principalmente i bambini,  e presso di noi si manifestano ogni anno epidemie nell’autunno e nell’inverno, per cui si può chiamare grippe endemico o grippe infantile e siccome in esso predomina la tosse è chiamato anche bronchite epidemica”. “L’altra… è per così dire, il vero grippe, epidemie di esso… non stanno in alcun rapporto col clima e si diffondono con una prodigiosità rapidità… si chiama anche grippe pandemico”. A pensarci bene un  vero anticipo delle variazioni antigeniche !!!!: drift (variazioni minori riguardanti la emoagglutinina, che portano di regola alla comparsa di epidemie) e  shift (variazioni maggiori o mutamenti totali dell’antigene H o N o entrambi, che danno luogo alla comparsa di pandemie). E per di più Filatow  aggiungeva  che  “la malattia una volta sofferta non garantiva da recidive”.

 

Il secondo studio che vorrei proporre è un articolo del medico americano R. E. Shope sull’influenza spagnola.. Su questa influenza uscì appunto un articolo del Prof. Shope nel 1936:  “The incidence of neutralizing antibodies for the swine influenza virus in the sera og human beings of different ages”  (J Exp Med. 1936 Apr 30;63(5):669-684). Nell’articolo lo Shope proponeva alcuni spunti di riflessione: 1)  “Sera from a very high proportion of the human adults and new-born infants studied neutralized swine influenza virus; sera from children below the age of 12 years seldom exerted such an effect”. 22) “The presence in human sera of antibodies neutralizing swine influenza virus is believed to indicate a previous immunizing exposure to, or infection with, an influenza virus of the 1918 type”. 3) “From the known history of swine influenza…. it seems likely that the virus of swine influenza is the surviving prototype of the agent primarily responsible for the great human pandemic of 1918”!!

Lo Shope ipotizzava che la presenza nel siero umano di anticorpi neutralizzanti il virus dell’influenza suina, rivelasse una  precedente esposizione al virus influenzale responsabile della Spagnola nel 1918.  Il medico statunitense dunque aveva già intuito, molto prima dei recenti studi sui tessuti di soggetti deceduti di influenza nel 1918, che la responsabilità della pandemia denominata Spagnola andava attribuita all’agente dell’influenza suina, oggi identificato come H1N1.

 

Fig. 1 – Catramina Bertelli, uno dei rimedi sovrani contro l’influenza (prima metà XX secolo)