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Paolo BecherucciAll’inizio di un nuovo anno si fa solitamente un consuntivo del precedente, si fanno i buoni propositi per l’anno che è iniziato, ma soprattutto spesso ci si chiede cosa riserverà l’anno che verrà.
Ciascuno rifletterà sul proprio percorso, qui mi viene da fare delle considerazioni più generali rispetto al mondo della Pediatria. E’ indubbio che negli ultimi anni il nostro lavoro sia cambiato profondamente; oramai sono oltre trenta anni che faccio il Pediatra di Famiglia e non riuscirei a lavorare come facevo all’inizio della professione; qualche ora di ambulatorio, tante domiciliari, molte malattie acute, le cronicità che erano appannaggio esclusivo dei centri ospedalieri, ma anche molto rispetto per il “Dottore”. Non c’erano internet e i social, quindi la scienza erano i libri ed eri tu che avevi studiato a definire le verità. Poteva sembrare un mondo facile ma in realtà ci prendevamo comunque un sacco di responsabilità, soprattutto spesso non avendo i supporti, anche strumentali (self help, attrezzature, collegamenti rapidi per avere le informazioni o contattare i Colleghi …), che oggi sono piuttosto diffusi. Ma se mandavi un bambino in ospedale lo tenevano, lo guardavano, facevano esami (a volte anche troppi) e quando lo rimandavano il problema era solitamente ben inquadrato. Però non tornerei indietro, anche se oggi bisogna essere molto più informati ed a un livello molto più approfondito, sia perché la medicina ha fatto passi da gigante, sia perché i genitori hanno un accesso più facile a tutte le informazioni. In fin dei conti ci divertiamo a fare i dottori veramente, non solamente dell’acuto banale, ma anche delle malattie serie! Il problema è avere talvolta gli strumenti per farlo: si ha un bel dire che il territorio deve farsi carico della maggior parte delle patologie, ma spesso i servizi di supporto (ne sia esempio per tutti la neuropsichiatria o la radiologia) non ci aiutano. Quindi ben venga seguire le

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Teresa Cazzato

 

Di Teresa Cazzato

In queste ultime settimane ascoltiamo e leggiamo l’allarme dell’Istituto Superiore di Sanità sul calo delle vaccinazioni per cui si aspettano i primi casi di polio e difterite ad esempio.
Questo si verifica in quanto i batteri causa di malattie infettive che rispondono alle vaccinazioni circolano sempre, ma essendoci migliaia di bambini non protetti contro polio o tetano o morbillo o rosolia, ci saranno nuove infezioni. Se la polio è stata eradicata in Italia, sono presenti focolai in nazioni come la Siria, l’Afganistan e con la circolazione di persone e la scarsa copertura vaccinale vi è un evidente pericolo; anche perché non c’è più l’immunità di gregge che si ottiene con una copertura vaccinale di almeno il 95%.
L’immunità di gregge è la protezione rispetto alla malattia dovuta al fatto che il microrganismo non riesce ad infettare molte persone perché vaccinate.
Serpeggia da tempo la genesi del mito che lega il vaccino trivalente e l’autismo nonostante sia stato smentito lo studio, risultato falso, che aveva avanzato l’ipotesi; questo, insieme ai movimenti antivaccinisti che si sono organizzati nel corso del tempo, hanno portato a realizzare la situazione attuale che non può essere ulteriormente tollerata e sottovalutata.

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I Bilanci di Salute

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